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Firenze

16 Marzo 2008
 

Anello di Santa Colomba
(Montagnola Senese)

 




Come ogni anno la primavera rispunta dalla terra, coi suoi profumi.

Per ripetere questa escursione si consulti la cartina "Itinerari nella Montagnola Senese e Bosco di Lecceto"  a cura del CAI di Siena Ed. Multigraphic, sul cui retro è descritto l'intero percorso (che riportiamo interamente più in basso).

Ottime le segnalazioni sul terreno.

L'anello, che comincia e finisce a Santa Colomba, si percorre in senso orario e tocca Monte Maggio, Casa Altieri e Fungaia.

Si parcheggiano le auto nello spazio antistante la chiesa.

Visto il tempo è il caso di propiziarsi gli Dei contro la pioggia.

 

Caratteristica inconfondibile dell’abitato di S. Colomba è la grande villa di Baldassarre Peruzzi, denominata “Villa Petrucci”, la cui sagoma è ben riconoscibile anche da lontano.

La villa è stata trasformata nel secolo XVII.

Al suo interno si può osservare una bellissima scalinata elicoidale.
Esternamente, nella parte bassa, sono visibili tratti di muro a scarpa del castello precedente, al quale apparteneva anche la torre, trasformata in campanile della chiesa d’origine romanica. All’interno di quest’ultima sono presenti belli affreschi.                                                                                              
Dalla Villa Petrucci di S. Colomba (m 338) si segue a piedi la strada asfaltata che conduce a Casabocci (cartello indicatore). Fatti circa 100 metri si lascia l’asfalto, per seguire a sinistra una buona strada sterrata. La carrozzabile procede attraverso campi, oliveti e tratti di bosco, costeggiata sui due lati da muretti a secco. Dopo aver percorso circa 1 Km, si abbandona la sterrata per prendere a destra una mulattiera in salita, che transita subito fra le case di Colle. Al bivio dopo gli edifici si va a destra, poi si svolta subito a sinistra ad imboccare un sentierino che procede a lato di un maneggio. Sbucati sulla stradella asfaltata di accesso alle varie villette della zona, la si segue verso sinistra. Fatti pochi passi, termina l’asfalto e la strada si trasforma in mulattiera, che subito si biforca. Prendendo il ramo di destra, si passa davanti alla Casa Cennano, quindi ci si addentra nel bosco di lecci. Si continua in leggera salita, incontrando presto una deviazione sulla destra (che si trascura), dopodiché la mulattiera si fa pianeggiante.
Dopo un lungo tratto senza possibilità di errori, la stradina si biforca: qui si deve prendere il ramo di sinistra. Poco oltre, giunti in prossimità di un campo incolto, s’incontra un quadrivio dove si segue la mulattiera di destra, che si alza in lieve, costante salita. Dopo 20 minuti di cammino attraverso il bosco in prevalenza di cerri, si giunge ad un nuovo quadrivio, dove si deve proseguire diritto. La mulattiera, fattasi di nuovo pianeggiante, continua per il bel bosco di cerri. Dopo altri 10 minuti s’incontra un importante bivio, dove si tiene la sinistra (la stradina di destra porta al rudere di Casa Alteri). Percorsi circa 100 metri, si arriva infine al punto dove il sentiero n° 108 s’inserisce nel sentiero n° 100 (quota m 581).

Il tratto di ritorno, quasi tutto in discesa, ci conduce in località “La Canonica Di Fungaia” Il complesso è stato trasformato in un “Bed & Breakfast”, ristrutturato veramente ad arte ha mantenuta tutta la sua bellezza.

Siamo stati accolti dai proprietari con molto calore, ci hanno anche aperta la chiesa e date alcune spiegazioni. Abbiamo ripreso il sentiero che con dei saliscendi terribili, specie per Walter, ci hanno ricondotti a Santa Colomba.

Siamo stati accolti, dai proprietari, con molto calore, ci hanno anche aperta la chiesa e date alcune spiegazioni.

Abbiamo ripreso il sentiero che, con dei sali e scendi terribili, specie per Walter, c’hanno ricondotti a Santa Colomba.

 

Ville e agriturismi, offrono ai loro ospiti tutto  il desiderabile. Ci siamo anche noi.

 

Resti di Casa Altieri, dove abbiamo fatto sosta.
Forno per fabbricare la calce.

San Michele Arcangelo (Fungaia)

Di probabile origine duecentesca, venne ampliata nel 1638 e nel 1869. all’interno un piccolo affresco di Madonna col Bambino, databile alla metà del trecento e vicino ai modi del Niccolò Segna. Ebbero Signoria in Fungaia, alcuni magnati senesi, com’era quel Baldovino Gerardino, che nell’ottobre del 1128, stando in Siena, donò alla Badia di S. Salvatore a Isola, le terre che egli possedeva in Lecore, e a Fungaia

 

In visita alla chiesa, dove si ricorda che il trekking non si esaurisce nel camminare.

L'escursionismo è un antico approccio alla scoperta del mondo, quindi è cultura.

Sotto il Gruppo in foto ricordo

Altra foto di gruppo, questa volta davanti alla "Casa Gatti" - neanche a farlo apposta !