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Firenze
3-5 APRILE 2010 (PASQUA)

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Isola del Giglio: dalla cresta alla costa

 

Percorso di 13 km (5 ore di cammino escluso le soste) con 275 metri di dislivello in salita e 690 metri in discesa



L'isola di Giannutri come appare dal crinale dell'Isola del Giglio

Ancora dal crinale: l'isola "proibita" di Montecristo e - sullo sfondo - la Corsica innevata dopo il passaggio della perturbazione.

Il promontorio dell'Argentario dalla diramazione che porta a Cala delle Cannelle.

 

Giunti in bus a Giglio Castello si prende la strada in salita verso sud da cui si stacca sulla sinistra una sterrata che si comincia a percorrere portandoci sul crinale (la strada asfaltata porta al faro di Punta Capel Rosso). Giunti a una discarica si prosegue su sentiero segnalato bianco/rosso in falsopiano in mezzo alla ricca macchia mediterranea fino al Poggio Sasso Ritto.

Tornando indietro si imbocca il sentiero segnalato per Cala delle Cannelle. Interessante la deviazione per Punta Capo Marino.

Successivo facile rientro a Giglio Porto.

Abbiamo registrato la traccia del GPS su questo link
http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=832254


dove potete "navigare" il percorso su Wikiloc e Google Earth.

Il tratto più impegnativo - ma anche il più bello - è la ripida discesa, come si evidenzia nel tracciato altimetrico, che conduce alla Cala delle Cannelle.
Raggiunto il crinale, l'orizzonte si allarga all'infinito. 450 metri sotto la spiaggetta dell'Arenella a due passi da Giglio Porto.
L'isola è completamente formata da blocchi granitici. Molte le rocce ricoperte da licheni e muschi.
Questi che sembrano tanti elastici verdi sono piante che non avevamo mai visto. Le abbiamo chiamate "erba serpolina". Chissà qual'è il vero nome.
La deviazione per Cala delle Cannelle è ben segnalata.
Ecco soddisfatta la curiosità di sapere perché la sommità di questo poggio si chiama Sasso Ritto.

Giglio Castello visto da sud: ben visibili le mura e la Rocca:
Le frecce indicano i punti di inizio dei sentieri per Campese e Giglio Porto



Succulente piante grasse fioriscono sulle rocce di Punta Capo Marino