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Firenze
12 MAGGIO 2013

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Le cascate dell'Acquacheta

 

Percorso di 14 km. con 700 metri di dislivello in salita

Si tratta di un'escursione classicissima,
nel programma di ogni gruppo escursionistico della Toscana e dell'Emilia - Romagna.
L'anello si apre e si chiude a San Benedetto in Alpe, seguendo il sentiero Cai 407
fino alle cascate e successivamente il 409 per il ritorno.

Le cascate dell'Acquacheta erano già note a Dante che le descrive nel XVI canto dell'Inferno:

Come quel fiume c'ha proprio cammino
prima dal Monte Viso 'nver' levante,
da la sinistra costa d'Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
de l'Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;
così, giù d'una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell'acqua tinta,
sì che 'n poc'ora avria l'orecchia offesa.

Lungo il percorso anche un vecchio mulino

Il sentiero 407 è di fondo valle e segue il fosso risalendolo

Ed ecco la famosa cascata che tanto impressionò il poeta.
Senza elementi di paragone non sembra granché ma il salto dell'acqua che vedete è di circa 90 metri

Poco più avanti una cascatella più piccola,
ma scenograficamente insuperabile

Impossibile resistere alla voglia di bagnarsi i piedi nell'acqua cristallina ( e gelida ...)

Più avanti il fondo di un antico lago si è trasformato in un grande prato verde
dove tutti gli escursionisti fanno tappa per rifocillarsi

Con una breve deviazione si può vedere la cascata principale dall'alto.

E qui si sottolineano i limiti dell'immagine fotografica
se non si hanno elementi di raffronto a disposizione (come la figura umana):
dal punto in cui è stata ripresa l'immagine al letto del fosso a destra vi è un dislivello di oltre 80 metri.
I "sassi" che si vedono a destra in realtà sono dei grossi massi.

La fotografia può ingannare l'occhio in molti modi:
qui vedete una bella pietra con dei boschi sullo sfondo, un'immagine innocente e tranquilla

Ecco la stessa "pietra" fotografata a un paio di metri di distanza: sotto un precipizio di 400 metri

Il 409 è un sentiero di cresta e la salita sembra non finire mai.
Arrivati quasi ai 1000 metri di quota per un attimo lo scorcio ci fa intravedere il mare Adriatico.
guardate bene laggiù sull'orizzonte ...

Adesso, ingrandendo l'immagine lo vedrete davvero (e si intravede pure il grattacielo di Cesenatico a 65 chilometri)
E' presumibile che la linea dell'orizzonte visibile sia intorno ai 120-150 chilometri.

Ma mentre sulla Romagna il tempo è buono, dal versante toscano sta arrivando pioggia, tanta pioggia.
Che renderà scivolosissimo lo stretto sentiero che ripidamente riporta al fosso dell'Acquacheta e a San Benedetto in Alpe.

Anche stavolta (la terza in quindici giorni) finiamo l'escursione inzuppati d'acqua.
Una primavera così piena di pioggia non l'avevamo mai vista.
E ora non lo si può più dire ...