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Firenze

 8 Marzo 2009

 

Acquario di Genova (tour fotografico)

 

Un'insolita escursione



La Biosfera di Renzo Piano, nota come la Bolla



 Uno scorcio della Cattedrale di San Lorenzo (da piazza Matteotti)
Qui per il link a Wikipedia



 L'ospite più inquieto dell'acquario
 

Genova si raggiunge comodamente in treno (da Firenze in 3 ore).

Dalla stazione di Porta Principe in un chilometro si raggiunge il Porto Antico dove ha sede l'Acquario di Genova (il secondo in Europa per grandezza).

E' abbastanza vicina anche la Stazione di Genova Brignole.

Si veda qui per gli orari di Trenitalia.

Appena usciti dalla stazione  si trovano subito le indicazioni per l'Acquario e seguendole ci si imbatte immediatamente in una biglietteria che vi eviterà la coda all'ingresso.

Il costo del biglietto per il pacchetto "Pianeta Acquario" (acquario + foresta dei colibrì + biosfera) è di 21 euro (2009).

Questo il collegamento per la biglietteria on line.

Qualcuno a Genova c'era stato già. Molti anni fa. A fare una cosa che non si fa più ( i tempi cambiano ...): il militare di leva.

Ritornare sul luogo dove si è vissuto un'età complessa ma spensierata dà l'idea della continuità della propria vita. Quindi è bello.

In questa immagine aerea tratta da Google Earth il complesso dell'Acquario con la "bolla" di Renzo Piano - famosissimo architetto genovese - in basso a sinistra.
L'escursione comincia nei pressi dell'enorme teschio di un animale che vive nelle profondità dell'oceano.

Quell' enorme bocca ci racconta quanto sia difficile la sopravvivenza nel mare
Inforcati gli speciali occhiali 3D siamo pronti a vivere l'esperienza tridimensionale di un filmato sugli squali ( e le più simpatiche tartarughe di mare). Un'introduzione soft per creare l'atmosfera giusta al nostro viaggio.
Ed eccolo davvero lo squalo. Scandaglia nervosamente lo spazio liquido che condivide con numerosi altri pesci.

Come tranquillizza essere di qua dal vetro !
Abbiamo perfino il tempo di guardare con calma i suoi denti aguzzi.

C'è una bella differenza tra imprigionare ed essere prigionieri.

Questo piccolino invece è un pesce pagliaccio (già solo il nome ci fa sorridere). Coloratissimo (per questo il nome) piccolo, innocente.
Un abitante tipico della barriera corallina, il "pesce angelo" si nutre di coralli, anche nell'acquario dove la barriera corallina è perfettamente riprodotta.
Buffissimo, sembra uno scherzo della natura uscito da un Carnevale di Viareggio.
Ormai li riconoscete: tutti i pesci della barriera corallina hanno bocca e denti minuti (ma forti) a misura di corallo. Tutti sono tappezzati da vivaci colori.

Questo è uno Zebrasoma Xanthurum.

 

Ma ecco le foche.

Sgraziate sulla terra diventano delle ballerine guizzanti nell'acqua.

Abbastanza curiose per fermarsi a osservare i loro osservatori...

... e abbastanza vanitose da farsi fotografare in mille pose.
Ma se parliamo di danzatrici, nessuna batte in eleganza le meduse.

Queste sono dei meravigliosi cappellini azzurri a punti bianchi che a testa in giù pulsano continuamente per filtrare l'acqua e nutrirsi.

E costui ? Piccolino naviga sicuro nelle acque scure popolate da esseri voraci. Ce la farà ?
Questo - come le farfalle - se ne va a spasso in cerca di cibo sul fondo - portandosi sulla pinna superiore un falso occhio per ingannare un eventuale predatore.
La sogliola ha una vita "piatta". Però chi lo sa. Con quegli occhietti periscopici osserva tutti dal basso in alto. E si dedica alle sabbiature.
Nell'acquario ci sono anche altri soggetti (nei cosiddetti "terrari").

Decisamente più brutti dei pesci.

Come questo camaleonte a cui si può invidiare solo la possibilità di guardarsi anche alle spalle (comoda ci tornerebbe per la retromarcia, specie a una certa età).
I delfini, altra specie di danzatori eccellenti e armoniosi.
Eccone uno venire al vetro a salutare tanti bambini con gli occhioni spalancati.
Un altro soggetto che riceve l'apprezzamento dei numerosi bambini presenti è il pinguino Papua. Ce ne sono decine che si tuffano in acqua e guizzano di qua e di là.
Infine ecco una bestiola che a qualcuno di voi, nel mezzo di una bella vacanza al mare, potrebbe aver lasciato un brutto ricordo: la tracina.

Segue una carrellata di foto.

A proposito alcuni consigli: non si può usare il flash (danneggia i pesci e il lampo si riflette sul vetro).
Poiché le vasche hanno una luce simile a quella del fondo marino occorre impostare
sulla macchina fotografica (meglio una reflex con un medio tele)
una sensibilità elevata (qui è stata impostata a 1600 ISO)