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Firenze
11 Gennaio 2015

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Acquedotto del Nottolini (Lu)

Giornata uggiosa, pigra e grigia di una pioggerella fine e in fondo inutile.
A peggiorare le cose due cancelli di recenti privatizzazioni che hanno reso irrealizzabile l'anello che avevamo progettato
(e che ci hanno indotto a riflettere su quanto il "privato" sottragga lentamente e legalmente al "pubblico")

 Direte: e che c'entra tutto ciò con l'acquedotto ?
Niente, ma sarà bene aprire una discussione sul proliferare dei cancelli che chiudono stradelle da sempre percorse liberamente.

Dunque, l'acquedotto.
Fu costruito dal regio architetto Lorenzo Nottolini su mandato della duchessa Maria Luisa di Borbone nel 1822
per dotare la città di Lucca di acqua buona (quella dei pozzi era facile a inquinarsi)

 "L'acqua prelevata da circa 18 fonti purissime della Serra Vespaiata, del Rio San Quirico e del Rio della Valle,
veniva convogliata nel
 
Tempietto di Guamo, edificio a pianta circolare in stile neoclassico dorico.
Da qui veniva ulteriormente depurata e resa limpida mediante il passaggio successivo da ghiaie e sassi,
nonché l'attraversamento di molte buche e sbarrature utilizzate per depositare ulteriormente le impurità.
La sorgente Serra Vespaiata viene chiamata "Alle parole d’oro"
perché i contadini scambiarono per oro le lettere d’ottone che ricoprivano alcune scritture sull'acquedotto."

(da Wikipedia:www.wikipedia.org/Acquedotto_del_Nottolini)

"Le condotte si sviluppano per 3,2 chilometri su una struttura alta circa 12 metri
e sostenuta da 460 archi in mattoni e muratura che sostengono, sulla sommità, due canali per le acque"

(da Wikipedia:www.wikipedia.org/Acquedotto_del_Nottolini)

 L'acquedotto venne in parte interrotto quando fu costruita (1928 - 1932) l'autostrada A11 Firenze/Pisa
e definitivamente messo fuori uso quando nel 1962 l'autostrada fu allargata e furono abbattuti 6 pilastri.

 Milioni di persone transitando sulla A11 hanno visto più e più volte il varco che si è creato nel tratto interrotto,
ma la maggioranza di coloro che non abitano nelle vicinanze di Lucca
ha sempre immaginato che si trattasse di un acquedotto "romano",
tanto siamo condizionati dal binomio "acquedotto = architettura di epoca romana"

 Lungo le arcate dell'opera corre una stradella che coincide con un percorso alternativo della Via Francigena

 Ecco  come si presenta da vicino la struttura di ogni colonna:
strati di mattoni alternati ad altri di pietre.

Ci vollero circa 10 anni di lavori per portare l'acqua "buona" a Lucca

 Qui siamo in avvicinamento al tempietto di Guamo, dove termina la fila di archi

 Ed ecco il tempietto di Guamo visto da sotto ...

 ... e da sopra

 Inevitabile salirci e fare una foto, anche se il grigio è così grigio
che solo il rosso della nostra giacca dà vita all'ambiente

L'unico altro "rosso" (addirittura identico al nostro) visibile
è quello delle bacche di un bel boschetto di agrifogli a Guamo

L'insistente pioggerella non infastidisce più di tanto chi sa apprezzare la magia del mondo

Così si lascia la Via Nuova di Guamo per una deviazione secondaria

L'obiettivo è quello di chiudere un anello che riporti all'Acquedotto del Nottolini sbucando dall'alto
all'altezza delle "Parole d'oro"

D'altronde le carte digitali aggiornatissime per escursionisti e mountain - bikers, create dagli utenti
(Openstreetmap e similari come Openfietsmap, Nops Wanderkarte etc.. disponibili sulla rete)
parlano chiaro: è possibile percorrere almeno un paio di strade per rientrare all'acquedotto con un anello.

Questo è il percorso programmato



E questa è la carta di Nops Wanderkarte nel tratto ad anello. Come si può osservare non sono indicati cancelli
o altri segni di inaccessibilità (lo stesso vale per tutte le altre carte)

Ecco invece quello che è successo riassunto nella carta seguente.

Il percorso progettato è quello
rosso (nella direzione delle frecce) ma all'altezza della Villa di Vorno
troviamo un cancello (indicato col numero 1) e una rete che impedisce di proseguire oltre.
Allora torniamo indietro (percorso
azzurro) e giriamo a destra sulla strada che accorcia l'anello
ma che riconduce all'acquedotto, ma anche qui la strada è sbarrata dal cancello della Tenuta Setteventi (indicato col numero 2)
e anche qui una fitta rete impedisce qualunque tentativo di proseguire oltre.

Entrambi i cancelli appaiono di recente costruzione e in entrambi i casi la chiusura della vecchia via
non è accompagnata da alcuna indicazione su un sentiero o via alternativa che consenta di andare oltre la proprietà privata.
 

Non ci rimane che tornare indietro delusi (qui sotto al secondo tentativo fallito)
riflettendo amaramente su quello che sta succedendo: la lenta privatizzazione del territorio
 a discapito dell'uso pubblico.

Tutto nelle regole certo, ma forse è l'ora di cambiare le regole.

Rientrati a Firenze ci precipitiamo su GoogleEarth: ecco il primo cancello
come lo ha fotografato l'omino giallo di Google Street nell'agosto 2011.
Vedete ? Il cancello è aperto ed al di là è in corso una costruzione.

Forse prima la strada era percorribile, altrimenti non sarebbe segnata come tale sulle moderne carte digitali.

Ci domandiamo: perché è stato recintato il campo a sinistra
che probabilmente permetteva con un sentiero di oltrepassare la proprietà privata ?
Perché non è più data la possibilità all'escursionista di recarsi in un luogo dove da sempre si poteva ?

Abbiamo successivamente consultato la carta prodotta ( vedi sotto )
 dal Comune di Capannori, liberamente scaricabile dal web.

Come si può osservare (frecce bianche) le strade segnalate in tutte le carte digitali ad uso escursionistico
e liberamente scaricabili in tutto il mondo qui non esistono o meglio si interrompono, proprio come abbiamo constatato.
La carta del Comune è fedele alla realtà.

Dunque? Fuori di testa gli autori di OpenStreetMap ?

Forse non si sono sbagliati.
Infatti cercando sulla carta digitale della Regione Toscana in distribuzione nel 2004
( disegnata sulla base di voli di ricognizione anteriori al 1995)
vediamo che la strada arriva a Setteventi dove termina e prosegue su sentiero
disegnato come una sottile linea tratteggiata che parte dalla punta della freccia e prosegue verso il punto quotato a 109.8

I sentieri sono indicati sulla carta su un livello corrispondente al codice 103 D



Se adesso spengiamo la "lampadina" del codice 103 D
(e in questo modo rendiamo invisibile il layer dei sentieri)
ecco che sparisce la linea del sentiero e l'immagine si trasforma in questa:

Quindi OpenstreetMap non si è inventato il sentiero: il sentiero c'era per davvero !
Il tutto confermato da un abitante della zona che ci ha detto di aver percorso in mountain bike
alcuni anni fa l'intero tratto ora precluso al passaggio.

Ecco come appare la carta del luogo sul sito Waymarked Trails - Escursioni a piedi
cliccate su http://hiking.waymarkedtrails.org/it/


(aprite la pagina e in basso a sinistra scrivete "Vorno",
poi spostatevi in alto a destra zoomando su Monte dei Venti)

Questa è la carta che vedono  oggi  in Germania, Stati Uniti, Giappone etc ... e non quella del Comune di Capannori:
il sentiero che volevamo percorrere è chiaramente visibile e senza alcuna interruzione



 Domanda: perché sono state chiuse delle strade vicinali o poderali esistenti da molto tempo ?

 Perché non si è fatto obbligo di lasciare un passaggio pedonale
o l'indicazione di un percorso alternativo per superare il terreno privato ?

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Sappiamo bene che tutto sarà a norma di legge,
ma è altrettanto giusto che ogni Gruppo escursionistico
di fronte a un cancello recentemente comparso chieda e si chieda il perché

e nel frattempo segnali l'incongruenze cartografiche mettendo la zona "out" dai percorsi consigliati agli altri escursionisti.

Chiederemo lumi al Comune di Capannori e per conoscenza al CAI di Lucca

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P.S. da noi interpellata a proposito la segreteria del Sindaco di Capannori ci ha prontamente risposto:

Grazie per averci contattato. Abbiamo preso visione del sito; complimenti per le fotografie e il resoconto.

Siamo spiacenti per l'episodio, che abbiamo segnalato all'ufficio che ha realizzato la mappa della sentieristica del Comune di Capannori (quella con le indicazioni corrette).

Quello che segnala è, purtroppo, un fenomeno molto diffuso che abbiamo riscontrato anche in altre zone del comune
 su cui stiamo facendo un progetto di riqualificazione della vecchia ferrovia lucca pontedera per farla diventare un pista ciclo pedonale.

e l'ufficio preposto ha chiesto chiarimenti sul luogo dove abbiamo rilevato i cancelli
per fare un'ispezione coi vigili e controllare i permessi

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Fallimento totale dunque? No ! Dopo gli attimi di sconforto, tornati sui nostri passi,
 a Guamo abbiamo proseguito fino alla stupenda valletta del Parco delle "Parole d'oro"
seguendo le condotte sotterranee del vecchio acquedotto con le varie vasche di filtraggio e botole di osservazione

Lungo il percorso vari manufatti ancora in piedi

... e l'anno in cui l'acqua "buona" arrivò a Lucca (1834)

Tutt'intorno un ambiente bellissimo

 

E finalmente le famose "parole"...

Grazie a Gabriella che ci ha suggerito e fatto scoprire questo luogo

Il ritorno è semplice: sempre a fianco degli archi

E con un po' di fortuna, per qualche minuto, appare il sole ...

 Quant'è diverso il mondo a colori !