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Firenze

19 Ottobre 2008
 

Anello dei Borghi (San Gimignano)

 


Splendida escursione nella Toscana che tutti sognano.
Qui siamo a San Donato (4,5 km da San Gimignano)
punto di partenza dell'anello sulla strada che conduce a Castel San Gimignano.

Lungo il percorso quasi costantemente lo sguardo può indugiare sulle torri di San Gimignano.
Se cercate su Google la voce "San Gimignano" il motore vi rimanda a 5.310.000 pagine web che lo citano
(... e ora aggiungeranno anche questa). Può bastare ?



Nella cartina l'anello (da percorrere in senso orario) in mezzo a vigneti e boschi.
Nel riquadro a bande diagonali azzurre il punto dove si è commesso un errore di direzione
che comunque ci ha permesso di rimediare con una piccola avventura "fuori pista"

 

Come da grafico il percorso è collinare.

Sufficientemente segnalato, anche se nella discesa da Montauto abbiamo perso i segnali.
Impossibile comunque perdersi perché l'anello è percorribile anche "a vista".

Lunghezza di 11 km per un tempo totale di ore 3 e 30 min. escluso le soste.
350 metri di di dislivello in salita.

La cartina di riferimento è la carta turistica e dei sentieri 1:25000 "San Gimignano Volterra" della Multigraphic (Firenze).

Ottima anche la carta 1:25.000 della Globalmap (Firenze) che però non riporta il tratto dove abbiamo perso i segnali (forse proprio perché il tratto non è bene indicato ?)

L'intero percorso si può scaricare per GPS Garmin cliccando qui.

 

Questo è il piccolo borgo di San Donato dove inizia e termina la nostra escursione.
Quattro case quattro, ma non manca la Pieve (vedi foto d'apertura) che risale al XII secolo e attualmente fa parte di un'azienda agroturistica.

Per notizie sul borgo e la chiesa cliccare qui.

Giornata splendida. Dopo un settembre all'insegna delle temperature sotto la media, quest'ottobre sembra il prolungamento dell'estate. Manca la pioggia da molte settimane.

La calda luce del mattino s'infiltra tra le curve delle colline e si adagia morbida sui vigneti.

In lontananza, oltre il bosco, emerge la sagoma di Montauto (da Monte Acuto, dove la "c" toscana aspirata scompare del tutto), a cui piedi nasce la famosa Vernaccia.

Cielo azzurrissimo, colori forti e densi, dove gli alberi, già mezzi spogli, sono il tratto che unisce la terra al cielo.
Escursione facile, non adatta - diciamo - agli alpinisti.

Strade bianche, strade antiche, adatte a camminatori e mountain bikers, da affrontare con gentilezza, da assaporare lentamente, con la perenne consapevolezza di essere stati baciati dalla fortuna a nascere in questa regione.

E poi lo spettacolo del controluce che trafigge gli alberi lungo il Botro dei Bagni e inonda di luce i campi e le terre calde del fondovalle.

 

La stradella è spesso uno spazio più largo tra una vigna e l'altra, giusto per il transito dei mezzi da lavoro.
I borghi di questa parte della Toscana sono tutti restaurati. Abbandonati dai vecchi contadini che si sono trasferiti nei centri più grossi, oggi sono luoghi di villeggiatura nell'ambito dei circuiti agroturistici.

Da Montauto eravamo già transitati nel 2006 lungo un altro anello (anch'esso denominato Anello dei borghi). Una foto nello steso identico luogo. Per confronto cliccare qui.

Il borgo di Montauto. Per notizie sul castello cliccare qui.
Una rara immagine dell'autore di queste foto (per i posteri: chi era costui?)
Particolare del tracciato altimetrico. Dal chilometro 5,950 al chilometro 6,260, cioè in poco più di 300 metri di spostamento in orizzontale, ci siamo alzati di quasi 80 metri, con una pendenza di tipo alpinistico (per il calcolo delle pendenze cliccare qui).

Cosa mai era accaduto ?

Era successo che a quota 194 una bella stradella in mezzo alla vigne ci ha invitato a oltrepassare il Botro dei Bagni, distratti come eravamo a cercare fossili (molluschi bivalvi di 2-5 milioni d'anni fa, quando qui c'era il mare) o a spiluccare i grappoli d'uva dimenticati sulle viti (ma il segnale rosso c'era?). Superato il borro e aggirata una vigna abbiamo individuato una specie di sentierino - come si diceva, ripido - ostruito da tutti i tipi di vegetazione spinosa che si possa immaginare. L'ultimo a passarci doveva essere stato qualche anno fa un cinghiale di piccola taglia (poi anche i cinghiali devono aver desistito).

Avremmo dovuto invece proseguire e traversare più avanti su comoda stradella come si nota sulla carta. Tant'è.
Il senso d'orientamento non ci manca e - apparentemente andando a caso - siamo sbucati proprio sulla strada bianca giusto nei pressi del podere la Fornace ritornando sul tracciato. Un modo come un altro per rendere più pizzichina la gita.

Naturalmente solo a casa, riaprendo la cartina, ci siamo accorti del punto dove abbiamo fatto la deviazione.

 

In rosso il percorso giusto, in verde il nostro "taglio".

A proposito di tagli. Siamo usciti dalla "selva oscura" ( che da lontano sembrava un bel boschetto) con le mani e le braccia un po' sanguinanti causa spine, ma - appena fuori come nella foto a lato - felici dello scampato pericolo.

Per apprezzare il bello delle cose, come sempre, bisogna aver conosciuto il brutto.

Appena fuori, ancora un po' di passi inclinati in avanti, ed eccoci sulla sterrata quasi piana (vedete ? basta aspettare che il bello prima o poi arriva) da cui si può ammirare - lontanissimo (indicatore rosso sulla foto) - il borgo di partenza. Siamo a metà escursione.
Però ... visto da qua il pendio sembra una dolce pendenza.

Ma l'incanto di questo luogo è nel confondersi dei colori: il rosso il giallo il verde della vigna, gli alberi gialli e verdi lungo il fosso, il verde cupo  del filare dei cipressi, il marrone cangiante della terra arata. Senza trascurare l'azzurro del cielo.

Occorre tutta la tavolozza del pittore per completare il quadro.
I filari si dirigono perfettamente paralleli verso il botro e di là risalgono sulla riva opposta formando delle chiazze di colore dal verde al giallo al rosso addirittura sulla stessa pianta.
E' il culmine della transizione tra l'estate e l'inverno.

Per approfondimenti sulla "vernaccia di San Gimignano" cliccare qui.

In mezzo ai filari, sul terreno, occhieggiano frammenti di coni, turritelle, pecten ed altri piccole conchiglie e non è difficile trovarne qualcuna col guscio perfettamente conservato da qualche milione di anni.

Un vecchio carro in pensione aggiunge la fatica del lavoro ad un' immagine "bucolica": la natura non è solo bellezza, ma è (stata) soprattutto sudore.
Non vi sembra che manchi qualcosa?

Se avete risposto: " le auto " avete di certo capito perché queste colline sono così attraenti per una piacevole escursione.

Dal crinale del colle di fronte la vista di Montauto con alle spalle - quattro chilometri più lontano - San Gimignano. La strada sterrata che scende tra bosco e vigneto è ricca di conchiglie fossili.

La storia del mondo è così lunga che nulla resta immutato. Una volta qui si nuotava.
Se ci pensate bene l'escursionismo è una scusa per stare insieme.
Insieme si ammira il paesaggio.
Insieme si fatica ( e si suda come in questa occasione).
Insieme si commenta il bello dello stare insieme.
Può anche accadere però che si possa approfittare di una intersecazione con una strada asfaltata per riposarsi un po' nel mentre qualcuno va a prendere l'auto, risparmiando l'ultimo chilometro (che sembra sempre il più lungo).

Escursionismo uguale a "stare insieme". Stare insieme uguale a "assecondare i bisogni di ciascuno". Se uno è stanco si riposa. Fare trekking non significa partecipare a una gara.

Però chi si riposa si perde un bello spettacolo: un sentiero selciato in stile medievale che corre in mezzo a un bosco di erica e corbezzoli. Mai visti in vita nostra tanti corbezzoli carichi di frutti come nel tratto di bosco che corre parallelo alla strada asfaltata tra Ranza e San Donato.
Alla fine arriva qualche nuvola che dà solo un tocco pittorico alla scena - in stile Van Gogh - senza compromettere la bellissima giornata.
L'escursione si conclude a Castel San Gimignano. Ad un barrettino, come è giusto che sia quando, stanchi e rilassati, si ha bisogno di un caffè per "rientrare" nella vita di tutti i giorni.

Chi di voi non sognerebbe di svegliarsi in questa casa coccolata dal sole del mattino ?

In un luogo così meraviglioso ?