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Firenze
5 Febbraio  2017

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Anello di Badia a Coneo

 

 

 

L'ARTE DI ESSERE IRRIDUCIBILI

 

Irriducibili non vuol dire testardi. Vuol dire non farsi impressionare.

Per esempio dalle previsioni del maltempo. 
E la ricompensa è stata davvero grande: una badia romanica che ha un migliaio d'anni, un tratto della Via Francigena, una villa romana e un parto quasi in diretta.

 

Ed ecco la storia.
 

Per domenica era previsto un trekking nei pressi di Colle Val d'Elsa. Previsioni meteo della sera precedente pessime: acqua - e nemmeno poca - tutto il giorno.
Domenica mattina, ore 7.30: in effetti piove. 
Una gran parte degli abituali camminatori si rinfila sotto le coperte e ciao a tutti.
Ma non tutti.
Sedici si ritrovano al solito punto di partenza. 
Ore 8,30: piove. Che si fa ? Come " che si fa" ? Si va !!!

Ore 9,30, località Le Grazie, appena fuori Colle Val d'Elsa, sulla strada per Volterra. Parcheggiate le auto. 

E il tempo ? Piove.
 

Ci si incammina e poco dopo le nuvole cupe e cariche di pioggia schiariscono e si chiudono gli ombrelli. 
In breve si giunge alla Badia di Coneo, di cui si hanno notizie già intorno all'anno 1000. 

Da lì ci si immette su un tratto della via Francigena, su un sentiero di fondo valle largo e quasi pianeggiante.

 

 

 

 

Incontro indimenticabile: non i maremmani - liberi - che fanno da guardia a un gregge di pecore e nemmeno il fitto gregge,
ma una pecora che - sola e lontano dal gregge - da nemmeno mezz'ora - ci dice il pastore - ha partorito il suo piccolo. 

E' commovente la scena in cui la pecora,
dopo aver dato alla luce la creatura, torna verso il gregge col piccolo che la segue ancora attaccato a lei per il cordone ombelicale
e il gregge che - compatto - le si fa incontro e accoglie il nuovo nato.

 

 

 

Quanto alla villa romana abbiamo dovuto fantasticare un pò per "vederla".
Gli scavi - iniziati nel 2015 ad ad opera di archeologi di una Università belga -
sono in corso, ma attualmente il sito è recintato e i resti della villa
sono completamente coperti per proteggerli dalle intemperie.

 

I disegni degli scavi mostrano però dati interessanti.

 

 

 

 

Un paio di guadi sul torrente Foci, affluente dell'Elsa,

una salita irta e scivolosa di fango pesante,
qualche schizzo di pioggia sottile,
le torri di San Gimignano che appaiono all'improvviso dietro le colline velate di pioviggine
 e infine la chiusura dell'anello (15 chilometri).

Fine della trasmissione.

 

Ne è valsa la pena. 
Rientrando a Firenze, manco a dirlo, pioggia.