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Firenze

 5 Maggio 2007
 

Capraia: Cala del Ceppo (Arcipelago Toscano)

 

Itinerario di 8 km per 2.30 ore di cammino



Un'isola tutta roccia e profumo di macchia mediterranea.
Un'oasi di silenzio nel mezzo di un'orchestra di colori.
 

Capraia fa parte del Parco Naturale dell'Arcipelago Toscano.
Per grandezza è la terza isola, dopo l'Elba e il Giglio. Dista 64 chilometri da Livorno e 31 da Capo Corso. Lunga 8 chilometri, larga 4. Si snoda lungo 27 chilometri di coste per il 98% rocciose.
350 abitanti per il Comune più piccolo della Toscana.

Emersa dal mare circa 7/8 milioni di anni fa, è il prodotto di una serie di eruzioni vulcaniche, ma fino a 50.000 anni fa era unita al continente (la separazione è avvenuta con lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento del livello del mare).
Il terreno è dunque fertile, tanto da generare una copertura vegetale molto abbondante. Gli alberi sono rarissimi, a causa del disboscamento avvenuto nel corso dei secoli e dell'attività pastorizia e agricola, oggi quasi del tutto assenti.
Il manto vegetale attuale è costituito dalla macchia mediterranea (corbezzolo, lentisco, mirto, erica, cisto, elicrisio ...)

La nostra escursione ha solcato la macchia in mezzo a migliaia e migliaia di piante di cisto costellate da miliardi di piccoli fiori bianchi.

Partenza dall'albergo "La Mandola" in paese. Meta: la Cala del Ceppo (dopo aver visitato la piccola chiesa di Santo Stefano sorta nella località "La Piana", il primo luogo ad essere colonizzato dagli etruschi e, in successione, dai Romani).

A lato - in rosso - il percorso per raggiungere la caletta.

In questa cartina  le linee di livello (isoipse ogni 20 metri) indicano quali sono i tratti più o meno agevoli.
Ma - come vedete - la carta indica una pista iniziata e abbandonata poco prima della chiesa di Santo Stefano.
Infatti la strada è stata chiusa da una proprietà privata (un vigneto) e il cartello che indica il Ceppo è stato schiodato. Perciò occorre attenzione nel trovare il sentiero.
In pratica a un bivio bisogna voltare a sinistra per la chiesa di Santo Stefano e subito dopo - in corrispondenza di un palo da cui è stato tolto il cartello (si veda la foto sotto) - a destra: questo sentiero costeggia il vigneto e scende fino al mare.

Il profilo altimetrico (quasi simmetrico poichè il ritorno è sulla strada dell'andata) chiarisce che solo la discesa alla Cala - e quindi la successiva risalita - sono ripide.

L'imbarco per la Capraia è al Porto Mediceo di Livorno. Il servizio di traghetto è a cura della Toremar.

Da Firenze - attraverso la superstrada - ci si arriva in un'oretta. La traversata dura 2 ore e mezzo.

Qui abbiamo appena lasciato il porto.

E qui siamo in mare aperto. Dopo un mese di caldo senza piogge, è giunta da due giorni una perturbazione.
E' palpabile nel gruppo una certa ansia per la possibilità di fare qualche escursione sotto la pioggia battente.
Ma l'ottimismo - che non costa niente - insieme al piacere di iniziare una vacanza insieme prevale sulla semplice osservazione del cielo.

Speranze ben riposte, perchè - appena superata la Gorgona (altra piccola isola dell'Arcipelago) - folate d'azzurro scompigliano le nuvole e il sole per qualche istante pennella di colore il mondo.

Ecco tutto il centro di Capraia !

L'isola è percorsa da una sola strada asfaltata lunga circa 1 chilometro.

Fateci un pensierino, quando sarete sfiniti da questo mondo che corre strombazzando ..

Quell'unica strada unisce il paese al porto.
Qui è ormeggiato il "nostro" traghetto.

Un servizio di minibus porta i turisti dal porto al "paese".

Rispetto alla densità degli abitanti il numero delle chiese e chiesette è notevole.
Un tempo l'isola era molto popolata: oltre ai detenuti della colonia penale vi abitava il personale del penitenziario.

Oggi l'isola vive solo di turismo (trekking, pesca subacquea) e per pochi mesi l'anno.

Preso possesso delle camere e depositati i bagagli il gruppo parte per l'escursione. Piove, ma la pioggia non ci ha mai spaventato. Fa parte del gioco.

E poi non piove sempre. Il cielo mostra evidenti segnali di miglioramento.

Giunti al bivio per Santo Stefano, non riusciamo a trovare subito la strada per la Cala del Ceppo, improvvisamente sbarrata da un cancello. Ora l'esperienza di un gruppo di "esperti" nell'orientamento fa la differenza e nonostante la mancanza di indicazioni riusciamo a scoprire la strada "giusta".

La Chiesa di Santo Stefano Protomartire edificata intorno all'anno 1000.

Cenni storici e geografici sull'isola si trovano qui

Camminare è un piacere a tutte le età, anche a 4 anni.
E' faticoso, ma sopportare la fatica fisica fa un gran bene allo spirito di grandi e piccini.

Purtroppo sono pochi quelli che condividono questa teoria: in due giorni di escursioni a Capraia non abbiano trovato NESSUNO sui sentieri.

Cala del Ceppo: uno dei pochi punti in cui si può scender al mare.
Un fazzoletto di sassi, che il mare - che noi sporchiamo - ha sporcato a sua volta: catrame e plastica soprattutto.

Peccato! (Però basterebbe appena una mattina per ripulirlo, se qualcuno sull'isola lo volesse)

Sullo sfondo - a sud - l'isola d'Elba.

La risalita è un pò faticosa, ma il respiro - seppure affannato - inala tutti i profumi della macchia appena bagnata dalla pioggia.

La caletta e tutta l'isola sono il regno dei gabbiani. Più a sud/ovest presso la Punta dello Zenobito in questo periodo non si può accedere per non disturbare la nidificazione.

Solo a guardarli volare leggeri nel venticello di mare - specialmente mentre si risale il ripido pendio tutti sudati - ci assale una punta di invidia. Parecchi avrebbero fatto volentieri a cambio: uno zaino per un paio di ali.

Sui sassi della spiaggetta s'incontrano diverse lucertole. Quasi immobili.
Forse il caldo delle settimane precedenti le aveva ingannate sull'epoca della stagione e questo improvviso calo della temperatura le aveva intorpidite.

Intanto le onde del mare schiumeggiano nella risacca pettinando le alghe.

L'escursione finisce, ma non la serata. Stasera tutti a cena insieme nel bel ristorante del bell'albergo "La Mandola".
Poi una passeggiata fino al porto e infine tutti a nanna, che domani l'escursione sarà più lunga e più bella.

Il mattino seguente tutto sole !
Foto ricordo davanti alla torre a due passi dall'albergo e poi su a scarpinare nella macchia !
E se vi interessa scoprire il bello di questa nuova escursione cliccate qui



Perchè già da questa foto dovreste immaginare quanto è stata bella l'escursione !