G


ruppo

A


mbiente

T


rekking


Le 

T

O

  
rri  

 

Firenze

21 Ottobre 2007
 

La Cassia Vetus a Paterno (Pratomagno)

 

 Facile escursione di 8,2 km  - 260 metri di dislivello in salita - percorsi in 2 ore e 30 minuti



Come se non bastassero i colori delle colline punteggiate di ulivi emerge dalla valle una pennellata di luce

L'escursione inizia dalla chiesa di Pagiano (da Pontassieve si prende per Pelago e Tosi: poco dopo Paterno si devia  a destra su stradina asfaltata con segni biancorossi). La direzione dell'anello è antioraria. Perciò si riprende a salire fino a Paterno, superato il quale si volta a sinistra per Montepescoli sempre su strada asfaltata. Dopo circa 45 minuti si trova una sterrata a sinistra (croce di ferro)  che si imbocca e dopo aver superato il cimitero al trivio successivo si prende ancora a sinistra attraversango il borgo di Santa Lucia.
Sempre su sterrata si giunge a Fontistemi. Attraversato il paese in direzione Donnini si prende a scendere in valle fino ad un fosso. Appena superato il ponticello una via erbosa a sinistra (segnalata Cai -> Pelago) è la Cassia Vetus, la bellissima strada romana che sale nel bosco e in breve riporta a Melosa (vecchio castello) e alla chiesa dove abbiamo parcheggiato.
Sul tracciato altimetrico la Cassia Vetus inizia nel punto più basso, al chilometro 6,6.
Sulla sinistra in basso la chiesa di Pagiano dove abbiamo parcheggiato. Sulla cima della collinetta Melosa. Sullo sfondo i monti del Chianti col Passo di san Donato.
Mattinata freddissima e all'inizio piovosa. Poi arriva il sole e cambia l'aspetto al mondo.
La luce radente del primo mattino illumina case e ville sparse qua e là sulle colline.
E colora le rose, le vecchie ormai alla fine del loro splendore, e le nuove che stanno per aprirsi al mondo.
Che facesse freddo non v'è ombra di dubbio.
Sul crinale della Calvana e sulle cime dell'Appennino la notte aveva lasciato un bel mantello bianco sui prati ancora verdi.

Fontistemi è un paese piccolissimo e silenzioso.
Nella strada stretta e in salita non si può giocare a calcio, ma allenarsi a fare canestro sì!

Poco dopo Il paese si scende rapidamente a un fosso superato il quale inizia l'antica strada romana: è una strada larga tanto da consentire il passaggio dei carri che sale con la medesima pendenza fino a Melosa in mezzo a un bel bosco dove si sono visti sfrecciare i daini.

Foto a lato: giocatori di pallacanestro a Fontistemi

Foto sotto: antichi romani in posa e mentre salgono sulla Cassia rispettando i limiti di velocità

Durante l'escursione abbiamo scoperto alcuni alberi di sorbo.

Le sorbe sono piuttosto aspre a meno che non siano molto mature, nel qual caso sono dolci e gradevoli. Assomigliano nella forma e nei colori alle mele ma si tratta di un frutto molto più piccolo ( e meno prelibato)

Più di metà cammino si svolge su strade asfaltate assolutamente tranquille.
Nonostante il freddo, l'Appennino frena la perturbazione.
Qui solo cumuli, di là, sul versante adriatico, una estesa massa nuvolosa che scarica neve a quote basse.

Un'immagine assolutamente simbolica della Toscana: la tipica casa contadina in mezzo al bosco circondata da un anello di cipressi