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Firenze
14 Febbraio 2010

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ANELLO DI CASTELFIORENTINO

 

Anello di poco più di 12 km (per circa 4 ore di cammino e 150 metri di dislivello), facile,
a parte il fango (questo è un inverno assai piovoso con frequenti nevicate anche in collina)



Bellissimi i paesaggi collinari che si possono ammirare dal crinale della Via Francigena,
ma la veduta più inaspettata è l'incontro con i caprioli che prima ci osservano ...



... e poi fuggono memori degli insegnamenti dei loro bisnonni sulla fiducia da riporre negli animali a due zampe


 

 

Partenza ( si tratta di un anello ) da Dogana, nei pressi di Castefiorentino.

A fianco - in bianco puntato - la traccia registrata dal nostro GPS.

Si segue il percorso TR 11, che però a un certo punto s'interrompe nei pressi di una casa (vedi la segnalazione "bivio" sul nostro tracciato): qui si traversa il piccolo corso d'acqua e lo si segue avendo come punto di riferimento le linee aeree di un elettrodotto. In breve si giunge al crinale (Via Francigena) che si prende a sinistra.

Sulla cima della collina i resti di un grande edificio colonico (il castellare).

L'intero percorso è segnalato sul libro "Dolce campagna, antiche mura" Selca Editori - Firenze.

 

A lato il profilo altimetrico dell'escursione.

Il percorso proiettato su GoogleEarth è visibile cliccando su WIKILOC il social network che funziona da database dei percorsi registrati da navigatori satellitari compreso quello - come il nostro - a scopo escursionistico.

Cliccando su:

http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=738429
vi si aprirà una pagina in cui potrete zoomare e ripercorrere la nostra gita.
 
Potrete inoltre scaricarla su vostro GPS e ricalcare le nostre orme (questo fra l'altro vi può aiutare a non sbagliare strada in corrispondenza del "bivio", però non vi assicuriamo della presenza lungo il sentiero dei caprioli ...)

 

Si tratta di un anello molto defilato. Non si incontra nessuno - salvo un gruppo  di bikers - e molti casolari e coloniche sono abbandonate.
Tuttavia anche ciò che è in rovina ha il suo fascino: chi entrava e usciva da questa porta ?
Antonella studia il GPS (un Colorado 300), laddove sul terreno sparisce ogni indicazione.
Il "balocchino", come lo chiama lei, è uno strumento affascinante. Quando lo si ha diventa per forza un buon compagno di viaggio.
 
Sembrava persa la strada, ma con l'esperienza, il buon senso (e il GPS) si scopre che eravamo nel giusto: il segnale riappare all'improvviso.
E sul crinale della collina compare un altro segnale: quello della Via Francigena.
Il paesaggio immerso in una nebbiolina invernale è bellissimo.
Lo sguardo si perde lontano, solo interrotto dalla necessità di osservare dove si mettono i piedi per il grande fango degli stradelli: il terreno non ce la fa più ad assorbire tutta la pioggia caduta negli ultimi mesi.
Le nostre orme si confondono con quelle dei cinghiali e dei caprioli.
Eccone uno che fa dei balzi incredibili, in fuga da noi.
Anche di animali domestici, stupiti nel vedere passare delle persone, ne abbiamo visti parecchi.

Dunque: sette caprioli, tre fagiani, due lepri, pecore, caprette, cavalli, galli, galline, galletti, oche, tacchini, e centinaia di cani che da una collina all'altra si chiamavano a gran voce per ribadire a chi apparteneva quel territorio.

Insomma, non c'è stato da annoiarsi.

Sul crinale della collina, dove si incontrano i segnali della Via Francigena
e dove abbiamo chiesto a Lucile di mettersi in posa davanti al cartello indicatore
(chi meglio di lei poteva impersonare il pellegrino che giunge dalla Francia ?)


Al Castellare

Il magico disegno della pioppeta, un vero gioco di colori e forme.