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Firenze

10 Giugno 2007
 

Il Pian Grande di Castelluccio di Norcia  (Sibillini)

 

Itinerario di 14 km per 4,30 ore di cammino



Volete assaggiare il paradiso terrestre?
Allora i primi di giugno del prossimo anno dedicate due giorni di cammino
alla scoperta della piana di Castelluccio e del Parco Nazionale dei Sibillini

 

 

E' la prima volta che ci capita di racchiudere l'intero percorso di 14 km in un'unica fotografia senza il bisogno di riportare la carta topografica. Dipende esclusivamente dalla natura del luogo.

Il Pian Grande è infatti il residuo di un antico lago che per la natura carsica del terreno si è "svuotato". Ancora oggi le acque piovane finiscono per raccogliersi in un fosso (Fosso dei Mergani) e da qui - tramite l'Inghiottitoio - spariscono nel terreno riemergendo 900 metri più in basso nelle vicinanze di Norcia. Sul limite nord del piano (il cui perimetro è di 22 km.) emerge su una collinetta Castelluccio (mt. 1452 - 20 anime d'inverno) famosissimo per la qualità delle sue lenticchie.

La parte opposta a quella della foto precedente - con vista da Castelluccio - mette a fuoco i bei rilievi morbidi dei Colli Alti e Bassi che emergono dalle nebbie del mattino. Sulla sinistra la valletta che si intravede è il Pian Perduto, il cui nome è legato alla sua perdita da parte di Castelluccio ad opera degli abitanti di Visso dopo lunghe e sanguinose battaglie diversi secoli fa, quando il possesso dei piani significava ricchezza per l'agricoltura e la pastorizia.

Una sessantina d'anni fa Castelluccio aveva 700 abitanti.

Al mattino il Pian Grande resta a lungo invisibile sotto un lago bianco di vapori.
Poi d'improvviso, nel giro di pochi minuti il manto bianco si scioglie e ...
... e compare un lago giallo !
E' per questo che dovete venire qua nel mese di giugno!
Per la grande fioritura.
Anche se bisogna avere la fortuna di capitare nel momento migliore e quest'anno il bizzarro comportamento del meteo (lunghe settimane di caldo e siccità seguite da freddo e pioggia negli ultimi 15 giorni) ha ridotto notevolmente l'affollamento di colori legato alle piante spontanee del pianoro.

Ma guardate la delicata bellezza di questi gemelli !

E la straordinaria complessità del bottone di questo papavero !

Solo la mano di un architetto può progettare una tale perfezione di forme e funzioni.

In mezzo ai campi di papaveri occhieggiano i fiordalisi (centaurea cyanus) - fiori ormai scomparsi quasi ovunque - che quanto a bellezza e armonia di disegno non sono da meno a nessuno, quasi fossero un incrocio tra un vetro soffiato di Murano e una guglia di una cattedrale gotica, o una trina di un antico ricamo ... insomma, ci potete vedere qualunque cosa, ma qualunque cosa vi venga in mente vi suggerirà leggerezza, raffinatezza, equilibrio ...
Eccoli qua i bei papaveri rosso fuoco (papaver rhoeas) mischiati alle scolastiche margherite.
Per non parlare di altri fiori sconosciuti, ma egualmente rigogliosi e fieri di essere venuti al mondo a respirare la calda luce della primavera.
Il freddo ha bruciato i narcisi, questi erano gli ultimi sporadici. A volte - come due anni fa - il piano è letteralmente coperto di questi fiori bianchi, che da lontano danno l'impressione di grosse chiazze di neve.
Si contano sulle dita delle mani gli abitanti di Castelluccio, ma il Piano ha molti altri abitanti, piccoli e spesso invisibili ma assolutamente non silenziosi !

 

Miracoli del web: se vuoi sentire cantare il grillo, clicca qui.

E se vuoi sapere perchè il grillo campestre (Gryllus campestris) canta un colpettino di mouse qui.

Una camminata bellissima, tutta in piano - salvo la risalita a Castelluccio - tutta sull'erba morbida dell'acqua sottostante specialmente nelle vicinanze del Fosso dei Mergani, nella zona meridionale del Piano.
E questo è il Fosso che raccoglie tutta l'acqua e la lascia filtrare nelle viscere della terra.
E per finire una curiosità: questo bosco dalla forma inconfondibile !

 

Naturalmente Castelluccio non è solo Pian Grande, ma anche alte montagne che lo circondano.
Andate dunque a vedere la nostra gita sul Monte Argentella, cliccando qui.