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Firenze

 9 Giugno 2007
 

Monte Argentella  (Sibillini)

 

Itinerario di 21 km per 6,30 ore di cammino



Il crinale del Monte Argentella - a quasi 2200 metri - divide il placido mondo di Castelluccio (sullo sfondo) e dei suoi piani
dalle gole profonde della valle del lago di Pilato su cui torreggia la cima del Monte Vettore

 

Riportiamo la mappa dei percorsi effettuati dal gruppo con una avvertenza: è assolutamente indispensabile avere a disposizione la carta 1:25.000 "Parco nazionale dei Monti Sibillini" a cura del CAI ed, SELCA 2006, ma non è sufficiente in quanto i sentieri sono segnalati approssimativamente (per lunghi tratti mancano del tutto i segnali) e soprattutto mancano della numerazione presente sulla carta topografica !

Se è vero che spesso ci si può orientare a vista per rientrare a Castelluccio, sorgono grossi problemi in caso di pioggia o nebbia. Utilissimo il nostro GPS.

Qui a fianco il percorso lungo - che consta di due anelli ad otto e conduce a Passo Palazzo Borghese, Monte Argentella (2200 mt) e Forca Viola sul bel crinale che separa i piani di Castelluccio dalla profonda gola del lago di Pilato su cui si affaccia il Monte Vettore - e il percorso breve che gira su un solo anello toccando Capanna Ghezzi per raggiungere di nuovo Castelluccio attraverso il Pian Perduto.

E' su questo anello che - dopo il bosco di San Lorenzo - un'indicazione errata o mancante ha costretto entrambi i gruppi di escursionisti a "inventarsi" dei fuori pista per rientrare alla base allungando di molti chilometri l'escursione prevista. Problema brillantemente risolto per fortuna grazie anche alla resistenza di alcuni principianti.

 

Un terzo percorso - definito "medio" - previsto nella stessa giornata non è stato portato a termine perchè - causa una forte pioggia e la suddetta mancanza di segnali - gli escursionisti, ormai nei pressi del Monte delle Rose, hanno dovuto fare dietrofront e perdersi quindi la bella discesa in Val Canatra.

Si suppone che la cattiva segnalazione sia dovuta alla necessità di non far mancare il lavoro a qualche guida locale.
Ma francamente ci sembra che si ritorca contro lo sviluppo turistico dei Sibillini.

E non si comprende come il CAI possa produrre una cartina col suo marchio che non corrisponde alla realtà sentieristica della zona.

Comunque per coloro che fiduciosi si erano incamminati da Castelluccio verso il Monte delle Rose ecco il percorso - bellissimo - che li attendeva
Il maltempo - una pioggia improvvisa tipica dei pomeriggi estivi in alta montagna - ha disturbato l'escursione.
Comunque ha consentito di apprezzare lo stesso un paesaggio selvaggio e mite nello stesso tempo, dilatato nello spazio, immerso nel silenzio assoluto: qui, superata la Capanna Ghezzi, lo sguardo si allarga sul Pian Grande e oltre fino a intravedere all'orizzonte i Monti della Laga.
Sul crinale residui nevai ci hanno invogliato a a una foto ricordo (il candore della neve ha un effetto di attrazione magica a ogni età !)
Sempre sul crinale, tra la cima dell'Argentella e Forca Viola (il Redentore è nascosto tra le nubi).
Come al solito nel tardo pomeriggio le nubi si diradano e a poco a poco ricompare l'azzurro del cielo e il verde dei piani di Castelluccio.
Ritornando a Capanna Ghezzi si attraversa il bosco di San Lorenzo al termine del quale una indicazione errata ci permette di fare qualche chilometro in più (tanto non eravamo stanchi !!!).

Si arriva a Castelluccio piuttosto doloranti, ma una doccia e una bella cena (con incluso un inatteso festeggiamento di compleanno per Anna) ci rimettono in sesto per affrontare il dolcissimo Pian Grande il giorno successivo ( si veda qui)

Per concludere, qualche immagine di Castelluccio.

Un borgo piccolissimo, svuotato dal tempo e dal finire di quelle attività - come la pastorizia e l'allevamento di bestiame  - che un tempo lo rendevano vitale.

L'istituzione del Parco dei Sibillini gli ha ridato una certa vitalità ed è diventato un luogo del tempo libero.

Pochi elettori, pochi lavori. Questo il concetto. Castelluccio è frazione di Norcia. Ma il suo capoluogo ha una ben diversa manutenzione. Sembra tuttavia che qualche lavoro di sistemazione - per esempio delle strade - sia in corso d'opera.
Manca un adeguato parcheggio e nelle domeniche estive è possibile non riuscire a trovare un metro dove sostare.
Ma la cucina è ottima!

Questo è l'ingresso della Taverna di Castelluccio (dove si può anche pernottare).
Beppe e mamma Gianna vi faranno gustare i cibi doc prodotti in loco. Consigliati caldamente.

Questo il loro recapito telefonico: Taverna Castelluccio
prenotando con anticipo (0743/821100).