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Firenze
22 Marzo 2015

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La Certosa di Calci e la Rocca della Verruca (anello)
per la festa del Capodanno Pisano

 

Bellissima escursione ad anello (10 chilometri, 550 metri di dislivello) che unisce lo spettacolo della visita alla Certosa di Calci
all'ampio panorama che si gode dalla Rocca della Verruca  e alla discesa per campi nella Val Graziosa da Montemagno a Calci

Tracciato disegnato su carta OFM EU2014 (su base OpenStreetMap)

Altimetria disegnata su Mapsource Garmin

L'ideale è stato programmare la gita la prima domenica di primavera,
in occasione delle giornate del FAI, cercando di arrivare alla Certosa una mezz'ora prima dell'inizio delle visite.

Infatti siamo riusciti a entrare per primi

Le visite partivano ogni 40 minuti concludendosi alle 18,30
(ma alle 16.30 c'erano in fila almeno 3/400 persone e una fila ininterrotta di 5 chilometri di auto in direzione di Calci)

Il quotidiano La Nazione riferisce che i visitatori sono stati 5500,
 ma siamo certi che alcune migliaia di persone saranno rimaste a bocca asciutta.

Il Tirreno intitolava così il lunedì mattina.

La Certosa - che dista appena 10 km da Pisa - fu fondata nel 1366.
Attualmente ha un aspetto barocco.

Ecco come vi appare all'ingresso

Solo con una foto dall'alto, scattata poco sotto la Verruca, appare nella sua vera estensione
che ne fa una delle più grandi di Italia

La Certosa non è interamente visitabile (gran parte necessita di restauro).



Ci hanno fatto da "ciceroni" numerosi e meravigliosi studenti dell'Università di Pisa

Alcune immagini per dare un'idea della struttura, che comunque consigliamo di visitare con calma.
Questo è il refettorio

Qui regole precise: "SILENTIUM"

Vietato mormorare e ridere

Qualche altra immagine giusto per farvi venire la voglia di una visita

Questa foto - abbastanza insignificante in sé - ci è apparsa importante:
si tratta della base di una delle due colonne in marmo "fiori d'arancio" la cui "vena" è finita.
Semplice: queste venature non potrete vederle da altre parti.

Terminata la parte culturale,veniamo alla gita.
Districatisi dalla folla in attesa di entrare, per contarsi ci siamo disposti lungo questo muretto: 26

Intanto il Granduca Pietro Leopoldo ci guarda con una punta d'invidia.
Lui, costretto in un ritratto nella sua camera da letto, chissà se mai ha visto la Val Graziosa dalla Verruca.
Di certo gli sarebbe piaciuto essere il ventisettesimo...

Proprio nei pressi della Certosa ci sono cartelli indicativi  della RET (Rete Escursionistica Toscana)

Ingrandendo un particolare del cartello siamo in grado di vedere il nostro percorso
in relazione ai sentieri segnati dal CAI: in successione il n° 143, poi il 139 e infine il 141

Superata Nicosia, all'altezza della Chiesa di Sant'Agostino, si trovano i primi segnali biancorossi e inizia una lunga salita

Via via che ci si alza di quota appare la Certosa nella sua interezza

Il sentiero è abbastanza ripido ma dal fondo buono e percorribile (in discesa) anche dalle mountain bikes

Il tratto finale è tra i grandi massi rocciosi su cui sorge la Rocca

Un cartello (bilingue !) spiega di che si tratta

"Lo sperone roccioso su cui sorge la Rocca della Verruca è chiamato Monte Verruca e deve il nome alla sua forma che ricorda,
osservando la linea dei monti, una protuberanza simile a quella causata dell'omonima
 
malattia.

Sullo sperone del Monte Verruca la roccia è esposta chiaramente e la pietra che la compone,
sebbene sia presente in tutto il resto del Monte Pisano, è stata denominata
 
pietra verrucana. "

(da wikipedia.org/wiki/Rocca_della_Verruca)

Qui siamo sugli ultimi gradoni prima dell'ingresso

Oggi è facile entrare. Ma una volta vi avrebbero volentieri gettato addosso dell'olio bollente
proprio da questo foro praticato nella roccia a pochi metri dall'ingresso
(l'unico - tra l'altro - utilizzabile per accedervi)

La rocca è un luogo ideale per vedere
(nelle giornate serene gran parte del Valdarno, la costa fino a Piombino, il Tirreno fino alla Francia)
senza essere visti.

Quest'apertura - che dà sulla pianura nei pressi di Pisa - teneva sott'occhio la situazione.
Neanche con l'aiuto di Leonardo da Vinci i Fiorentini riuscirono a prendere la Rocca
che cadde solo quando Pisa - dopo 12 anni di assedio - si arrese per fame

Giornata uggiosa e grigia, ma con l'aiuto di Photoshop
abbiamo "rianimato" i colori del bel panorama sottostante
(a sinistra si intravede una doppia ansa dell'Arno, a destra l'ingresso della Val Graziosa)

Sulla Rocca una sorpresa: un membro della Compagnia di Calci (Sandro Ercolini, se ricordiamo bene)
in attesa di un gruppo per festeggiare il Capodanno Pisano
ci illustra la storia della Rocca
(mentre noi ne approfittiamo - è l'ora del pranzo al sacco - per riposarsi un po', attenti però alla storia)

Rientrati a Firenze leggiamo su Wikipedia:

Dal Novembre 2009 la Compagnia di Calci ( associazione nata nel 2004 a tutela del territorio e dell'ambiente della Valgraziosa )
ha ottenuto , in comodato d'uso dal proprietario Dott Costantino Conforti ,
la parte della rocca che si trova nel territorio del Comune di Calci .
I volontari dell'Associazione si impegnano costantemente in opere di pulizia e messa in sicurezza
allo scopo di salvaguardare la Verruca dallo stato di abbandono
e al fine di rendere visibili ai numerosi visitatori le parti che la vegetazione col tempo aveva coperto .
La vegetazione circostante le mura, composta da
 
lecci, edera, rovi e altri arbusti,
sta seriamente minacciando la solidità delle loro fondamenta a causa dell'azione delle proprie radici.

(da wikipedia.org/wiki/Rocca_della_Verruca)

A proposito del Capodanno: I pisani celebravano (e celebrano ...) il Capodanno con 9 mesi di anticipo facendolo coincidere
non con la nascita, ma con il concepimento di Gesù
(essendo il 25 giorno feriale la festa è stata anticipata al 22):

a Pisa siamo già nel 2016 !

Dal monte Verruca una stradella scende a Montemagno, una frazione di Calci

(durante il percorso comunque anche noi, con la nostra iniziativa "Spazzacammino",
abbiamo raccolto un bel po' di cocci di bottiglia lungo il sentiero)



Voltandoci indietro si incontra la sagoma inconfondibile della Verruca

e intanto ci si avvicina al piccolo borgo che ha dato i natali a un papa:
Eugenio III ( papa dal 1145 al 1153)

Attraversato Montemagno, l'escursione si conclude per un bel sentiero che solca
la Val Graziosa (di nome e di fatto) fino a ritrovare il punto di partenza (affollatissimo)
alla Certosa di Calci