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Firenze
22 Ottobre 2009

HOMEPAGE

La valle del Chiosina (Monte Morello)

 

La magia dell'autunno a due passi da casa



Sotto un cielo grigio la terra è coperta di pennellate calde di colore

Percorso di km 13 per ore 4 di cammino (escluse le soste)


 

A fianco le tracce GPS ( linea gialla) della gita proiettate sulla foto satellitare della zona tratte da Google Earth.

L'idea di questo percorso è tratta dal libro "Sui sentieri degli Etruschi" Tamari Edizioni, anche se avevamo qualche dubbio sull'affidabilità della guida vista la precedente esperienza sull'anello di Travalle (vedi) poche settimane prima.

Dubbi e perplessità clamorosamente confermate: a pagina 74 si riporta una lunghezza di 5,2 km mentre noi abbiamo camminato per 13,2 km (partendo inoltre dalla chiesa di San Rufignano a Sommaia, cioè accorciando la camminata di almeno 1 km rispetto alla guida!).

Il dislivello totale in salita è di 500 metri, ma - come si nota dal grafico altimetrico - la salita è "dolce" e quasi tutta su comoda stradella. Il culmine è alla Fonte del Ciliegio.

La guida suddetta riporta un dislivello di 380, cioè solo quello tra il punto di partenza e il culmine (ma - come si vede - una volta attraversato il torrente Chiosina si sale ancora !).

Ecco lo stradello che porta alla Fonte del Ciliegio.

Chi non conosce l'escursionismo può percepire da questa immagine il suo significato: non si tratta di un semplice camminare, piuttosto è uno stare insieme, scambiarsi idee, riflessioni, emozioni. Più un "talking" che un "trekking".

 

 

 

 

 

Sotto: la tavolozza di colori di cui è dipinto il bosco.

     

E' l'autunno. Nel silenzio un leggero fruscio, una pioggerella di foglie morte si lascia cadere dai rami. Ma non tutte riescono a compiere l'estremo viaggio.

Questo rametto è rimasto appeso ad un trasparentissimo (e invisibile agli occhi e al sensore digitale della fotocamera) filo di una tela di ragno.

Ruotava in aria (lo sfondo è quello del cielo) mosso da una delicata brezza.

Per forza ha attirato l'attenzione di tutti quelli che avevano una macchina fotografica.

Anche quest'altro rametto non è atterrato.
Cadendo è rimasto impigliato nella corteccia del suo albero. Come se non volesse andarsene.

Ma con la prossima pioggia un colpo di vento lo porterà a destinazione.

Finalmente adagiati su un masso rigato dal tempo questi rametti sembrano aver raggiunto - insieme - la fine della parabola.

 

 

Una stupenda animazione sulle foglie che cadono in autunno la trovate in questo sito di poesie sull'autunno.

Tutte le foglie che avete appena visto sono state fotografate nei dintorni di questo mucchietto di case abbandonate: il borgo di Morello.

Se cercate sui motori di ricerca sulla rete qualche notizia su questo pugnetto di case vuote al massimo troverete una sola nota di carattere geografico:

La frazione di BORGO DI MORELLO dista 3,93 Km dal Comune di SESTO FIORENTINO (FI)
Coordinate: latitudine
43°52'5"N - longitudine 11°13'9''E

Anche le case vuote assomigliano all'autunno delle foglie: rimane qualche colore, qualche traccia delle vite che ospitavano.

Il vetro riflette sempre il colore del cielo, un po' di rosso, come quello delle foglie d'autunno, resiste in alto, laddove la pioggia non l'ha ancora eroso. Licheni gialli hanno già dipinto il davanzale.

Chi si affacciava la mattina presto a quella finestra per scrutare il cielo ?
(doveva essere una camera, la finestra è quella che vedete sotto il tetto nella foto sotto)

 

 

Ormai il borgo sta lasciandosi mangiare dalla vegetazione. Fra qualche decennio sarà completamente risucchiato dal bosco e dalle pietre spunteranno fiori.

Tutto qui è in formato mignon, anche la chiesetta che sorge a poche centinaia di metri dal borgo di Morello.
In questa grotta una targa commemora la fucilazione di un sacerdote da parte dei nazisti avvenuta qui nell'ultima guerra.

La pace tranquilla del paesaggio ci fa dimenticare che nemmeno tanto tempo fa in questi stessi luoghi ci si nascondeva, si fuggiva, si sparava, si uccideva e si veniva uccisi.

 

 

Oggi per fortuna - e grazie anche a quelli che hanno sacrificato la vita per la nostra libertà - possiamo beatamente incantarci nell'ammirare i disegni e i colori degli alberi di questo autunno.

        
Il ponte sul Chiosina: luogo più adatto per sederci a consumare un frugale pasto non poteva capitarci. Ottima la seduta sulla spalletta. Unico neo: la strada stretta. Per fortuna sono transitate solo due auto. Una appena ci ha visto ha fatto retromarcia e ha parcheggiato, per l'altra - una Panda - ci siamo dovuti alzare.
Vuol favorire ? il Nencini ha chiesto all'autista che transitava tra due file di panini.

Siamo persone educate, noi!

E Gianfranco se ne stava seduto a mangiare a cavallo dei due comuni (Calenzano e Sesto Fiorentino) come si osserva dalla lapide un po' sbiadita: mezzo panino a Sesto, l'altro mezzo a Calenzano. Che traffico !