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Firenze

 11 Marzo 2007
 

Le 5 Terre (Riomaggiore - Monterosso)

 

Itinerario di  km  12  per  5 ore  di cammino



Veduta di Vernazza dal sentiero n°2 (in lontananza Monterosso)

 

Come si capisce dalla foto d'apertura il luogo è incomparabile.

Di fianco il segnale del tracciato registrato dal GPS.

La linea dritta da Manarola a Corniglia è dovuta al fatto che per frana è interrotto il sentiero in quel tratto e quindi si è costretti a riprendere il treno fino a Corniglia.

 

Il profilo altimetrico chiarisce perchè un tratto tutto sommato breve (circa 12 chilometri) necessiti di un tempo di percorrenza lungo (almeno 5 ore escluso le soste).

Salvo il tratto iniziale della Via dell'Amore infatti, il resto è costituito da lunghi saliscendi piuttosto ripidi, tutti scalinati.

A titolo d'esempio dopo Vernazza in 1 km si sale di 160 metri per una pendenza del 15%.

Mezzo di trasporto:

Attenzione !

Molto pericoloso
in caso di:
E' meglio scendere a Riomaggiore e risalire a Monterosso per evitare di fare un viaggio di ritorno in piedi Non avventuratevi se non siete allenati, e, anche se lo siete, mettete in conto un pò di dolori muscolari ai quadricipiti il giorno successivo. Nessuno vi avvertirà del pericolo, ma se è piovuto o sta piovendo, è facile scivolare sulle pietre lisciate dal passaggio di milioni di scarpe. E sotto c'è il vuoto !
Se possibile evitare la domenica o periodi festivi (code sul sentiero) I tratti in discesa in prossimità di Vernazza e di Monterosso sono ripidi e stretti: occorrono scarpe adatte ! Se potete, evitate la Via dell'Amore: è il tratto più reclamizzato, e anche il più corto e il più piano.
Ma è anche il più brutto (tutto cementificato)

Il treno è il mezzo più comodo per visitare le Cinque Terre (quasi impossibile avventurarsi con pullman, peggio ancora tentare di raggiungerle in macchina).

C'è un treno ogni ora e generalmente si fermano a tutte le stazioni.

Questa è la stazione di Manarola, raggiunta da Riomaggiore.

Causa frana si può raggiungere Corniglia solo per strada ferrata (in 4 minuti).

Uno scorcio di Manarola vista da sud.

Sempre Manarola ma questa volta da nord, esattamente da Corniglia.

Appena scesi dal treno si prende a salire per comodissima scala verso il centro abitato di Corniglia.

Gradoni ampi, dislivello minimo: è solo un modesto antipasto di quello che verrà dopo.

Corniglia, con le sue case coloratissime. In pratica una stretta stradina e tre vicoletti percorsi dal profumo del mare.

Da queste parti regna il silenzio. Gli abitanti del luogo sono pochissimi e gli animali vivono tranquilli e liberi.

Se non fosse per le continue ondate di escursionisti e visitatori - tra cui noi - si potrebbe pensare che  questi sono i posti ideali per ritemprare lo spirito e il corpo.

Forse nelle brutte giornate d'inverno ...

Dedicato alla nostra amica Tonka.

Quando tornerà a Berlino potrà anche da lì - i miracoli di internet ! -
riassaporare il piacere di affacciarsi sul Mar Ligure baciata dal bel sole del Mediterraneo.

Ecco un bel tratto di sentiero pianeggiante.

La vegetazione spumeggia di luce e di colori e si mescola con quelli forti del mare e del cielo.

Il profumo caldo della primavera illumina il sentiero.

A Vernazza il sentiero attraversa il paese.

Non si fa in tempo a riaggiustarsi i muscoli delle gambe per la lunga ripida discesa gradonata, che ecco si deve riprendere una lunga e ripida salita per Monterosso.

Ci sono solo sette/otto metri di piana: questi.

Vernazza è davvero un gioiello.

Nella piazza principale sono parcheggiate le barche, invece delle auto.

Perchè la piazza principale si affaccia sulla piccola insenatura che funziona da porticciolo.

Dopo pochi minuti di gradini si può osservare il paese dall'alto.

E' tutto qui: un fazzoletto di case colorate, una bella chiesetta, un castello, una minuscola spiaggetta e, naturalmente, la ferrovia.

Giunti sulla sommità del tratto che separa Vernazza da Monterosso, il sentiero spiana, ma si forma una lunghissima coda: là davanti un'escursionista si è collassata (Ferruccio l'ha rianimata, ma la coda era ormai lunghissima). Attenzione al caldo e alla mancanza di allenamento ! Vietato fare le Cinque Terre d'estate !

Il sentiero è stretto e non si può "sorpassare".

Siamo ormai alle porte di Monterosso al mare, borgo abbastanza grande, dotato perfino di una lunga spiaggia.

Sulla spiaggia i pescatori rammendano le reti e i turisti prendono l'ultimo sole.

E c'è chi tra noi non resiste e i piedi nell'acqua ce li deve proprio mettere.

Come dire: è stata dura ma ce l'abbiamo fatta e ci prendiamo il premio che ci spetta.

Intanto a Monterosso ci si prepara alla nuova stagione.

Diversi sono i modi di autopromuoversi: dalle "camere d'autore" al banale "affittasi" cui sotto si scrive un numero di telefono.

Foto di gruppo in attesa del treno.

Manca qualcuno, ma è stato un miracolo ritrovarsi tutti a Monterosso.

Le Cinque Terre permettono la partecipazione di tutti: da chi fa il turista e visita solo i borghi usando il treno a chi percorre parte o tutto il sentiero n° 2.

Come vedete non abbiamo disdegnato di sedersi su una panchina in attesa del treno.

Fa piacere sedersi quando si è stanchi.

E abbiamo trovato da sedere anche in treno.

E' stato un colpo di fortuna.
 
Le stazioni erano stracolme di camminatori stanchi che rientravano a casa e tutti per l'appunto col "nostro" treno.

Osservate qui sotto: questa è la gioia dello stare insieme camminando