G


ruppo

A


mbiente

T


rekking


Le 

T

O

  
rri  

 

Firenze

20 Giugno 2003

 il Deserto des Agriates

Un tuffo dove il mare è più  blu

35 chilometri di costa frastagliata che proteggono una vasta area selvaggia
e disabitata a sud di Saint Florent, raggiungibili solo via mare o attraverso una sterrata di 13 chilometri percorribile solo da mezzi con quattro ruote motrici.
Ma non solo ...



Un buon GPS cartografico  torna utile, perchè altrimenti si può avere la sensazione di smarrirsi.
Punti di riferimento:zero.

... anche con due sole ruote, volendo, se dotati di molta forza motrice nei muscoli e di volontà nella testa, si può fare.

E così Stefano e Leo hanno percorso in sella alle loro mountain - bikes sotto un sole martellante una ripida discesa tutta buche sassi e polvere in mezzo a rocce lunari e macchia mediterranea.



 
Un deserto diverso da come uno l'immagina quando pensa al significato della parola "deserto".
Niente dune (un pò di sabbia però sì). Ma anche niente uomini, nè tracce di uomini per tredici chilometri.
Niente case, neppure diroccate, niente strade, salvo l'unica carrareccia che abbiamo percorso.  Solo qualche mucca in una radura.

Oggi è area protetta.

La parola "agriates" significa "campi coltivati". Incredibile a dirsi, ma fino al 1600 fu il granaio dei Genovesi. Gli incendi e le erosioni del suolo successivi  l'hanno trasformato in un territorio inospitale.
Tutto ha dell'incredibile qui: giunti finalmente a poche centinaia di metri dal mare ecco spuntare - alle spalle della spiaggia - questo placido fiume
che probabilmente emerge dal terreno carsico (caratteristica questa anche di molte spiagge della zona).
Qui si lasciano le bici e ci si precipita nel mare di cristallo puro della spiaggia di Saleccia, una delle più belle della Corsica

 

Plage de
Saleccia
E dire che una coppia di Torino che scendevano come noi (ma in Jeep) al mare ci aveva sconsigliato questa spiaggia perchè c'erano le alghe e le "cacche" di mucca (altra caratteristica della zona è la presenza di questi animali sulle spiagge che sul retro hanno specchi di acqua dolce).

L'unico animale di cui preoccuparsi - e di cui non c'eravamo preoccupati - è stata una medusa che ha pizzicato Stefano sul fianco (subito controbattuta da una compressa di cortisone uscita dallo zainetto ben fornito)

Spiaggia bianchissima, lunghissima e ... vuota.

Stefano e Leo vi sono giunti tra i primi (dopo le 10). La coppia di Torino se ne era andata in un'altra spiaggia, la plage de Loto.

Poi, alla spicciolata, sono arrivati altri, quasi tutti italiani, in gran numero toscani. Pareva di essere a Cala Violina, salvo il particolare della enorme differenza nella distanza tra un asciugamano e l'altro.
Naturalmente non mancavano le barche.

 

 

 

 

 

 

 


 E non mancava   neppure chi faceva una bella galoppata
 (altre cacche per la coppia di Torino)

Abbandonato il timore delle meduse ci siamo riimmersi nell'acqua cristallina.

Poi abbiamo deciso di visitare anche la non lontana plage de Loto, sperando di rifocillarci nel campeggio più sperduto della Corsica, posto proprio dietro Saleccia, il nome un programma: "U Paradisu".
Peccato che "U Paradisu" aprisse i battenti per i turisti il 21 giugno e noi eravamo lì il 20. I gestori stavano mangiando e bevendo, ma a noi non hanno dato niente.
Eravamo nel deserto dopotutto e in paradiso dovrebbero sapere che bisogna dare da bere agli assetati.

Abbiamo trovato la stradella per Loto, dopo aver attraversato un misterioso torrentello.
 

Il torrentello diventa un fiume.
Il fiume si trasforma in uno stagno che si avvicina al mare, quasi a lambirlo, ma ne rimane separato per larga parte da una spiaggia finissima e luminosissima: è la Plage de Loto.
Qui molta più gente. Niente cacche e sicuramente la coppia dei torinesi in jeep.
Se possibile (sì, è possibile) l'acqua è ancora più cristallina, calda. luccicante, sembra che canti quando sgocciola dal viso o dalle mani.

Arrivano barconi di turisti. Vengono portati a riva e subito dopo reimbarcati. Peccato per loro. Siamo felici di esserci conquistati col sudore questo angolo di paradiso, proprio molto felici.

Guardate che limpidezza lungo la scogliera.
Si possono contare i ricci, i pomodori di mare, i ciuffi delle alghe.

Sullo sfondo la costa del "dito" che guarda a occidente.

E non è necessario avere la barca o una jeep per arrivare fin qui !

Il ritorno, tutto in salita e sotto il sole se possibile (sì, è possibile) ancora più implacabile del primo pomeriggio, è duro.

Ma, raggiunta la strada che collega Calvi a Ile Rousse, ci aspetta un bar. Ci aspetta l'acqua corsa (freschissima carissima buonissima) e soprattutto una bella Pietra, la birra corsa "accumudata cu a castagna".

Ah valeva le pena patire !
Guardate Leo in paradiso: seduto, sorseggia una Pietra gelata e dietro si è lasciato l'inferno caldo dell'Agriates.
Poco prima eravamo laggiù, oltre quelle alture di roccia

 



 


  alla mappa del percorso
    una settimana in Corsica
 

 

alle escursioni 2003

come contattarci

testo e foto

Home Page

Stefano Bugetti