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Firenze
30  MARZO 2014

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La cascata del "Doccione" (San Godenzo)

 

La cascata del Doccione come l'abbiamo vista il 30 marzo 2014

... e come appariva nel settembre 2009 (foto tratta da Panoramio di Google Earth)

E' del tutto evidente che se la si vuole vedere nel periodo del suo massimo splendore
occorre scegliere la fine dell'inverno, specialmente se è stato piovoso come quest'anno.

Il problema è un altro:  scoprire dove si trova , visto che non c'è nessuna indicazione,
salvo che è nella zona di Castagneto, una frazione di San Godenzo
(sulla strada che porta al Passo appenninico del Muraglione)

Quindi cominciamo dall'inizio: partenza da San Godenzo, località Specchio

Come si evince dalla mappa del percorso (segnale di divieto) che abbiamo disegnato sotto,
la strada sterrata - più corta - che conduce a quella asfaltata per Castagneto
è sconsigliabile in periodi di grandi piogge. Infatti ...

...  nei pressi dell'innesto sull'asfalto è completamente franata
e la frana ha tutto l'aspetto di attendere solo un'altra ondata di pioggia
per portarsi giù a valle un altro bel pezzo di terreno

Una volta sull'asfalto (tranquilli, niente traffico) ci accorgiamo di essere in mezzo a stupende marronete

A Castagneto (il nome è un programma), un bel prato e tanto sole (quindi: foto!)

Le foto "con le braccia su" sono diventate un po' la firma dei nostri gruppi.

Alzare le braccia tutti insieme e sor/ridere è un gesto automatico,
è come se ci permettessimo almeno una volta di tornare bambini;
e questo la dice lunga sulla voglia che hanno gli adulti di continuare a giocare.

In questo caso il sorriso non è richiesto né sollecitato ma spontaneo
ed esprime bene la gioia di vivere e di stare con gli altri

Dopo qualche dubbio su come raggiungere la cascata puntiamo decisamente
sul luogo indicato da una signora del luogo (linea rossa sulla mappa) ...

e troviamo il torrente

Risalendo il bordo ripido di muschio e foglie ...

ci affacciamo su una bella cascatella che supponiamo essere il "Doccione"

Il luogo è davvero incantevole.
Soddisfatti di avere scoperto dov'era nascosto l'oggetto del desiderio ci abbandoniamo ad un dolce riposino:
è quasi mezzogiorno, qualcuno lamenta un languorino allo stomaco.
Ci sdraiamo sull'erba soffice e calda per consentire uno spuntino
(alla fine mangerà chi non voleva mangiare e viceversa, così va il mondo !)

Riprendiamo il cammino per Petrognano, un antico borgo di origine romana e una chiesetta millenaria

La chiesa dedicata a San Giorgio sorge su una collinetta almeno dall'undicesimo secolo.
più volte distrutta e ricostruita, l'ultimo a restaurarla completamente fu - nel 1938 - Don Milani
 
Osservate: un luogo di pace somma, prima del nostro arrivo ...

Ed ora buona scusa per un seconda pausa:  adesso tocca a quelli che non avevano mangiato
(in realtà rimangiano anche quelli che avevano già mangiato, così va il mondo !)

Anche Simba è contenta della pausa/pranzo,
specialmente quando Stefano lancia in aria pezzetti di prosciutto del Casentino

Lasciata la chiesa si prosegue sino a Petrognano dove la strada termina: del borgo romano
non c'è traccia apparente, ma tutte le piccole case sono state rimesse a nuovo

e le lucertole, col primo bollore di primavera, si danno da fare, incuranti dei curiosi

Sulla via del ritorno ...

 ...qualcuno vede in lontananza una grande cascata.
Si aprono discussioni se è quella che abbiamo già visto oppure è un'altra,
poiché la posizione e la distanza sembrano le stesse.

Prevale la prima ipotesi e si trova nel fondovalle un sentierino lungo il corso d'acqua
(passaggio non segnalato, nessuna indicazione)
che in mezzo al castagneto ...

conduce alla autentica cascata del Doccione che in 2 salti per quasi venti metri di dislivello
rovescia in una pozza verde smeraldo una enorme quantità d'acqua

Occhi ben spalancati: quando mai ricapiterà una sensazione così intensa!

Ragazzi, per oggi può bastare !

Appuntamento alla prossima domenica al torrente Strolla e alle sue cascate, presso Volterra.