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Firenze
4 SETTEMBE 2010

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DOLOMITI: Col Rodella, Sassopiatto, Alpe di Siusi, Val Duron (anello)

 

Anello di 25 chilometri percorribile in 7 ore - escluso le soste -
con 300 mt. di dislivello in salita e 1300 mt. in discesa



Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu (1750-1801): è a questo geologo francese
che si deve la scoperta - nel 1791 - della "dolomia" la speciale roccia che di cui sono costituite queste montagne.

La regione delle Alpi sarà chiamata "Dolomiti" solo molto più tardi, nel 1864,
nel libro "The Dolomite Mountains" scritto da un pittore e un naturalista inglesi.

Oggi le Dolomiti, e in particolare la Val di Fassa con le collaterali,
sono la meta privilegiata di chi ama la montagna.



Insomma siamo in uno dei luoghi più belli del mondo;
anche se l'Unesco se ne è accorta solo l'anno scorso
inserendo le Dolomiti nel Patrimonio Universale dell'Umanità



(al momento sono 44 i siti italiani protetti Unesco, in tutto il mondo sono 830 suddivisi in 138 Paesi)



La maestosità del luogo è tale che è quasi impossibile non sentirsi piccoli piccoli...

 

Bellissimo anello con base di partenza e arrivo al parcheggio della funivia che da Campitello con un balzo conduce al Col Rodella (tratto blu nella mappa) evitando di salire a piedi per un migliaio di metri di dislivello.

Dal Col Rodella si prende a sinistra per il sentiero Friedrich August incontrando in successione il Rifugio omonimo, il Rifugio Sandro Pertini e il Rifugio Sassopiatto (da qui si può scendere direttamente al Rifugio Micheluzzi sul fondo della val Duron accorciando di parecchio l'escursione - a prezzo però di una discesa abbastanza ripida - tratto giallo sulla mappa).

Proseguendo invece per l'Alpe di Siusi si scende al Rifugio Zallinger per poi risalire fino al Passo Duron. Discesa successiva sulla bellissima valle. Al Rifugio Micheluzzi è possibile usufruire di una servizio di trasporto con  jeep.
Altrimenti giù a piedi per stradella o sentiero fino al parcheggio della funivia.

Il tracciato altimetrico mette in evidenza il balzo di partenza con la funivia e la successiva netta prevalenza della discesa.
Per muscoli poco allenati comunque la discesa risulta assai faticosa.
Il giorno successivo - saggiamente - alcuni hanno preferito una escursione di fondo valle in alternativa all'anello in programma.

 

Appena scesi dalla funivia si comincia a scendere verso il primo rifugio (il Federico Augusto, quello che si intravede nella foto di lillipuziani ...)
Ma la giornata non è delle migliori, almeno all'inizio.
Quindi buona è l'idea di piazzare una bella foto panoramica fatta in una giornata di sole laddove si "dovrebbe" vedere il panorama.
Per fortuna di tanto in tanto le nuvole si diradano.
Il sentiero - per chi ha occhi - riserva meravigliose apparizioni di piccola e tenace  voglia di vivere.
Fino al Rifugio Sassopiatto si rimane sempre in quota alternando salite e discese poco impegnative.
Dall'alto appaiono i fianchi della Val Duron. Sull'alpeggio il sole, apparso improvvisamente - scalda i prati e le baite.
Il rifugio Sandro Pertini.

Abbracciati alla nuda roccia i pini mughi sono l'immagine vivente della forza della natura.
 
  PAGINA IN COSTRUZIONE ....