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Firenze
22  APRILE 2014

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ELBA: G.T.E. (Grande Traversata Elbana) - prima tappa
( ... e la "ricetta" della Grande Torta Elbana)

 

La Grande Traversata Elbana è un affascinante e impegnativo trekking costituito da 4 tappe:
noi abbiamo diviso la prima tappa Cavo - Porto Azzurro in due parti

il primo tratto è di 8,5 km con circa 500 metri di dislivello
il secondo tratto è lungo 10.3 chilometri con 400 metri di dislivello in salita e circa 700 in discesa
(per notizie e approfondimenti sulla GTE un click QUI)

Sotto: l'alternarsi di sole e nebbia, luce e ombra, mescola i colori del cielo e della terra e del mare

Sotto: il tracciato e l'altimetria registrate dal GPS il primo giorno

Il crinale è immerso nelle nuvole che corrono via veloci da un versante all'altro

Ciò non diminuisce il fascino dell'avventura

e quando l'aria torna limpida straordinaria è la vista
(qui Dante fotografa Rio nell'Elba, dove termina il primo tratto)

Rio nel'Elba lo si vedrà anche il giorno dopo, naturalmente da altre prospettive ...

Il sentiero corre sul crinale: sulla parte opposta il golfo di Portoferraio e i traghetti
che entrano ed escono in continuazione dal porto

Il giorno dopo riprendiamo il percorso esattamente dove lo avevamo interrotto

Anche la seconda parte di questa prima tappa della GTE è tutta un saliscendi su crinale;
ma senza alcun dubbio è una delle escursioni più spettacolari che abbiamo mai fatto

La vista si allarga su almeno 3/4 dell'isola.
Il sentiero a lungo avvicina il Volterraio (una antica fortificazione costruita intorno all'anno mille)
regalando magnifici scorci "fotografici"

Qui - dietro il Volterraio - appare il golfo di Lacona

e questo è il golfo di Portoferraio

I ruderi del castello e, in lontananza a sinistra, la cima del Monte Capanne, il più alto del'isola

Portoferraio, punto di approdo dei traghetti

E quello che vedete qui è proprio il traghetto della compagnia Toremar
con cui siamo arrivati e con cui ripartiremo

Lo spettacolo non finisce mai ...

E se ci si volta dall'altra parte ...

... ecco Porto Azzurro, il promontorio di Capoliveri e - sullo sfondo - l'isola di Montecristo

Sotto vedete a 360° lo spettacolo che offre il sentiero.
L'immagine può sembrare piccola, in realtà "pesa" 950 mega e stampata così com'è sarebbe alta 50 centimetri e larga 4 metri e mezzo !
Solo che sarebbe impossibile caricarla sul Web, pertanto vi dovete accontentare di una impressione
e sulla fiducia credere che a dimensioni reali si vedono anche il Giglio, Montecristo e la Capraia.

Nell'ultimo tratto il percorso si ricongiunge a quello del Monserrato.
e salendo sulla cima del Monte Castello (senza sporgersi troppo a causa di un vento fortissimo)
si domina la valle sottostante, Porto Azzurro e Capoliveri.
Sullo sfondo l'isola del Giglio, ma se non ci credete ...

... ecco un ingrandimento dell'immagine precedente: oltre al Giglio (in alto a sinistra)
si vede l'imponente edificio del carcere penitenziario di Porto Azzurro racchiuso nella fortezza spagnola

Al termine di una lunga discesa si rientra a Porto Azzurro, proprio mentre
si sta formando un grosso cumulonembo sulla terraferma alle spalle di Piombino: lì temporale, qui sole !

La giornata non finisce qui. C'è ancora un po' di tempo per visitare Capo d'Arco e il laghetto di Terra Nera
dove quest'albero si lascia lambire dai caldi raggi del tramonto con le radici aggrappate alla roccia scura di metalli

Il laghetto è separato dalle acque del mare da una sottile striscia di terra nera.

"Il lago si è formato infatti a seguito del riempimento di un pozzo minerario
con acqua solforosa, a cui poi si è diluita parzialmente quella salmastra
delle vicine acque marine del
 
canale di Piombino.
Dall'originaria miniera venivano estratte
 
ematite, magnesite e pirite, dalle cui lavorazioni veniva ottenuto il ferro,
i cui residui hanno originato la colorazione rossa del terreno attorno al lago.
La vegetazione che si è sviluppata attorno è tipica della
macchia mediterranea."
(
dal sito di Wikipedia)

Sulla spiaggia è possibile trovare ancora qualche sasso ricco di ematite,
ma questo non si può prendere ...

Se siete riusciti a scorrere la pagina fin qui vuol dire che siete interessati al trekking o alla natura o ... allo stare insieme.
Anche noi ci siamo chiesti quali fossero gli elementi che ci facevano stare così bene insieme.



Irene li ha chiamati gli "ingredienti" e - quando eravamo a tavola - ha chiesto a ciascuno di scegliere un "ingrediente"

Usando tutti gli ingredienti in modo appropriato avremmo inventato la "ricetta" della buona "torta" dello stare bene insieme.
Stefano, ispirato dal percorso appena concluso (la GTE: Grande Traversata Elbana),
ha trovato il nome giusto per la ricetta: ancora GTE ma questa volta sta per Grande Torta Elbana

Irene ha lavorato a lungo per raccogliere tutti gli ingredienti suggeriti
e solo l'ultimo giorno - sulla spiaggia Sansone tra l'Enfola e Portoferraio - ha condensato il tutto in una ricetta "ufficiale" ...

che vi riproponiamo fedelmente:

GRANDE TORTA ELBANA

Ingredienti

Solidarietà
Allegria
Accoglienza
Simpatia
Accettazione
Piacere della scoperta


Impastare il tutto con la gioia della condivisione.
Far lievitare con la bellezza della natura.
Cuocere a passo lento e curioso.
Farcire con spirito sempre giovane unito all'atmosfera di "Amici miei"
Decorare la torta con due persone speciali: Anna e Stefano

Una ricetta che neanche l'Artusi ...
Una ricetta che dovete immaginarla anche se l'ultimo rigo ve lo possiamo mostrare grazie a Vittorio

 Arrivederci a Capoliveri !