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Firenze

21 Novembre 2004

Lungo l'antica "Faentina"



In linea d'aria sono 15 chilometri da Piazza Signoria,
ma vi potremmo raccontare che un paesaggio così
è nel cuore di un continente lontano.
E' la Toscana.

La Toscana che ha appena aperto gli occhi
in un mattino luminoso di novembre

L'escursione inizia da La Querciola (si veda la mappa).

Dal parcheggio, voltando le spalle a Firenze, si lascia la strada che porta all'Olmo e si prende la vecchia "Faentina".

Si tratta di una strada ormai solo pedonale che sale lentamente sulle colline. Percorso facile e ben segnalato dal CAI. Impossibile sbagliare.

 

Freddo invernale, ma una luce stupenda che dà colore a tutto ciò che sfiora.
La strada che un tempo conduceva a Faenza è adesso semplicemente uno stradello, qua e là ancora asfaltato. Nessuno di noi, pur abitando a Firenze, ne sospettava l'esistenza.

Ormai la vecchia "Faentina" serve solo per raggiungere le villette e le vecchie coloniche rimesse a nuovo (nella foto un singolare campanello).
E questo è Pierino, un bellissimo pony, che girellava tra gli ulivi mentre i proprietari stavano "brucando" le olive. Tenuto "in casa" per bellezza e per amore ("ormai è uno di famiglia").

"Pierino lavora due giorni l'anno: per Natale e per la festa della battitura" ci ha detto il "babbo".

E bravo Pierino, ci piaci proprio !

Pierino si avvicina alla rete e Viola non può resistere. Infila un dito tra le maglie e gli dà una grattatina affettuosa sul naso.

Tra i nostri escursionisti ci sono degli appassionati di mountain-bike e mentre si stavano dicendo "bello questo stradello, ci si potrebbe venire in bici" eccoti spuntare un "biker" vestito di tutto punto - magro e allenato - per niente scomposto su una salita duretta (non ci si faccia ingannare dalla foto, le macchine fotografiche non s'accorgono delle pendenze).

Largooo ! Fate largo !

E così giungiamo a Vetta Le Croci, da cui si può ammirare il sottostante panorama (oh, siamo sempre a meno di 20 chilometri da Piazza Signoria )

Qui avviene un evento speciale.

Con un colpo di scena, sbuca fuori da una siepe il compleanno di Giancarlo con tanto di calici pieni di champagne per tutti (anche l'anno precedente si celebrò l'avvenimento nei pressi, precisamente alla Madonna del Sasso, ma sotto gli ombrelli e una scarica di pioggia)

Siamo un gruppo attrezzato. Guardate lo zaino-picnic (tedesco) di Marco: piatti, coltelli, forchette, calici, tovaglioli, portathermos.

E pensare che guardandolo chiuso ci si immaginava pieno di bussole, altimetri, cordini, cartine.

Il primo che va nella Foresta Nera ne compri subito uno per Walter !

Bello?

Dipende. In primo piano il fumo di qualche sterpaglia bruciata. Ma quella romantica nebbia che si vede oltre la collina di Fiesole è lo SMOG che sovrasta Firenze e il Valdarno, un aerosol giallastro di polveri invisibili a Piazza Signoria, ma ben visibili da 15 chilometri (quando la vista migliora allontanandosi !)

Pranzo sul Poggio Pratone, sul prato scaldato dal sole. C'è chi addenta un misero panino e chi, avendo il sacco magico per picnic, ......
Dal Poggio si domina la Valle del Mugnone. Ecco la direzione che dobbiamo prendere. Dinanzi a noi Monte Morello e oltre l'Abetone, appena spruzzato di neve. Fuori dall'inquadratura a ovest le Apuanie.
Il ritorno per la vecchia Via delle Molina (che sbuca proprio a La Querciola) ci fa scoprire un luogo fantastico, pieni di segni del tempo passato.
Non mancano le vecchie coloniche.

Questa è circondata da diosperi (come li chiamiamo in Toscana) pieni di frutti e senza foglie che sembrano alberi decorati di palle natalizie.

 

 

Ecco i paesaggi che ci confermano il privilegio di vivere in questa terra


 


 


 

alla mappa dell'escursione

 

 

 

 

 

              

testo e foto

 

Stefano Bugetti

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