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Firenze

 

ABBIGLIAMENTO

CALZATURE

ZAINO

CARTINA

BUSSOLA

ALTIMETRO

Il primo problema che deve affrontare chi si avvicina per la prima volta all'escursionismo riguarda : 

l'abbigliamento

Come/quanto ci si veste per fare un'escursione ?

Non ci sono regole precise perché le variabili sono moltissime:

  • l'età dell'escursionista
  • la sua tolleranza allo sforzo (che dipende dall'allenamento)
  • il peso dello zaino
  • l'ambiente in cui si svolge l'escursione (lungo mare, collina, montagna, alta montagna)
  • la presenza (percorso di cresta) o assenza (percorso nel bosco) di esposizione
  • la difficoltà dell'escursione (solitamente in relazione alla pendenza)
  • la lunghezza del percorso
  • la latitudine
  • la stagione
  • le condizioni climatiche locali (umidità, temperatura, pressione atmosferica)
  • le condizioni meteorologiche (sole pieno, pioggia, vento, neve)
  • l'ora di partenza e/o di rientro

Iniziare a camminare per una salita ripida con uno zaino pesante sulle spalle è una condizione che si verifica di frequente. Essa mette a dura prova il delicato equilibrio generato dal nostro sistema termoregolatore. Se poi questo accade in una giornata fredda è facile che il non esperto indossi un capo eccessivamente pesante, col risultato di trovarsi sudatissimo, talmente accaldato da doversi spogliare fino a provocare un altrettanto eccessivo e rapido raffreddamento. 
Con qualche rischio per la salute ...

Sono due e semplicissime le regole da tenere sempre presenti quando si cammina:

  • evitare un rapido ed eccessivo riscaldamento del corpo
  • evitare un rapido ed eccessivo raffreddamento del corpo

Dimenticando la prima si rischia il colpo di calore (il corpo non ce la fa a disperdere l'eccesso di calore prodotto dall'attività muscolare). Trascurando la seconda si rischia il congelamento per eccessiva vasocostrizione periferica. Anche senza arrivare a questi estremi, le variazioni improvvise di temperatura non compensate dall'abbigliamento rappresentano una fonte di stress inutile ( e quindi di probabili disturbi) dell'organismo.

Ecco dunque come ci si deve comportare:

  • evitare di indossare un unico indumento pesante quando è freddo ma...
  • ... vestirsi a strati ("a cipolla"): più capi leggeri indossati o tolti consentono una regolazione della temperatura più graduale e precisa. A contatto con la pelle (intimo) si preferisce un capo attillato ed elastico (portare un ricambio nello zaino quando è sudato). Immediatamente sopra (strato intermedio) camicia o pile (parzialmente apribili). Infine (strato esterno) una giacca a vento impermeabile e traspirante, per proteggersi dagli agenti atmosferici (non deve essere troppo pesante).
  • ai primi segni di caldo "alleggerirsi", viceversa aggiungere capi quando si avverte un leggero raffreddamento (ciò succede quasi sempre quando, dopo una lunga ascensione,  si comincia a scendere e sempre quando ci fermiamo per una lunga sosta).
  • I pantaloni devono essere comodi (niente jeans!). Generalmente lunghi, fino a coprire la parte alta dello scarpone. D'estate sono indicati i pantaloni che arrivano appena sotto il ginocchio.Utili nello zaino (nei periodi più caldi) un paio di pantaloni corti.
  • E' bene proteggere i piedi e tenere caldi i polpacci con dei calzettoni lunghi e soffici.In climi rigidi eventualmente indossare anche una calzamaglia.
  • in caso di vento indossare una giacca idonea (k-way o, meglio, gore-tex)
  • evitare di farsi cogliere impreparati e sprovvisti di mezzi idonei (mantella, ombrellino, k-way, giacca in goretex) da una pioggia improvvisa, che è sempre da mettere in conto specie in escursioni d'alta montagna.
  • Il cappello con tesa (d'estate) o imbottito con copriorecchie (d'inverno) è d'obbligo.
  • Salvo che nelle ore centrali dei mesi estivi, un paio di guanti torna sempre utile.

 

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Delicatissima è la questione delle

calzature

Commettere errori in questa scelta costa carissimo: il più delle volte i danni provocati da una gita fatta con le calzature non idonee convincono lo sfortunato a non riprovarci più. Ritrovarsi dei piedi doloranti innervosisce chiunque. Provare per credere.

Ecco gli errori più comuni:

  • Partire con delle semplici scarpe da ginnastica: sono comode sulle stradelle,  ma assolutamente da evitare in sentieri sassosi, ripidi o su percorsi scivolosi, poiché non proteggono la caviglia dalle distorsioni, niente affatto improbabili sul terreno irregolare.
  • Usare scarpe alte (scarponi) ma con la suola consumata. La suola è decisiva  nel "tenere".Una suola liscia sul terreno bagnato e sul ghiaccio facilita gli scivoloni.
  • Usare scarponi nuovi alla prima uscita lunga. Fra il piede e lo scarpone si deve  creare un reciproco adattamento, ma ci vuole del tempo. 
    Conviene portare gli scarponi per qualche gita breve prima di usarli per una escursione impegnativa.
  • Usare scarponi idonei e già adattati, ma dimenticarsi di tagliare bene le unghie se si prevede una camminata con lunghe discese. Questa dimenticanza provoca spesso delle emorragie subungueali (si forma una raccolta di sangue sotto l'unghia dell'alluce che col tempo diventa nera e dopo alcuni mesi cade).
  • Dimenticarsi di usare un doppio calzino (uno fine e uno più pesante) nel caso che vi sia la tendenza alla formazione di vesciche da sfregamento alle dita, evento abbastanza frequente a verificarsi nelle escursioni con lunghe discese.

 

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Uno strumento indispensabile per fare escursionismo è ...

lo zaino

Lo zaino consente di lasciare libere le mani durante il movimento del corpo. Inoltre permette di portare un carico maggiore di bagagli grazie alla forza dei potenti muscoli dorsali. Il successo dello zaino è stato tale che, diversificandosi nel tempo per materiali, capienza e forme, ha conquistato la nostra vita quotidiana ovunque. E' diventato comune anche in città, dove, per la sua comodità, ha soppiantato totalmente la cartella scolastica e i vari tipi di "borsa" per turismo leggero.

Nella scelta dello zaino bisognerà considerare l'uso che se ne vuol fare: di volume più grande per lunghe escursioni, trekking di più giorni, escursioni su ghiaccio. Meno capiente nel caso di gite estive di un solo giorno. Minimo per semplici camminate su percorsi familiari.

Gli zaini con capacità inferiori ai 40 litri sono adatti per escursioni di un giorno (hiking). Quelli di capacità compresa tra i 40 e i 60 litri sono appropriati per escursioni di alcuni giorni (trekking). E' possibile, aggiungendo tasche laterali, aumentare la capacità di trasporto dello zaino. Utili gli zaini dotati di cinghiette per racchette e piccozze.

Perciò nella scelta bisogna considerare le seguenti variabili:

  • le condizioni meteorologiche del momento: in caso di tempo sicuramente bello tutto il giorno è inutile zavorrarsi con materiale antipioggia. Ma attenzione, poiché in alta montagna non esiste mai la sicurezza del bel tempo (il temporale pomeridiano, anche in condizioni di alta pressione stabile, è frequentissimo).

  • la stagione: va da sé che lo zaino invernale sarà più pesante di quello estivo.

  • la lunghezza del percorso: se lungo, e soprattutto se si tratta di un vero trekking di più giorni, occorre adoperare uno zaino capiente e riempirlo tutto.

  • Il tipo di percorso: nel caso si preveda presenza di ghiaccio, roccia, ferrate occorrerà un supplemento di materiale.

  • la possibilità o meno di incontrare rifugi attrezzati dove poter mangiare o dormire: nel primo caso si potrà alleggerire il carico di parecchio.

Bisognerebbe provare lo zaino (carico) sulle proprie spalle prima di comperarlo, poiché esistono di misure diverse. 
Lo zaino da escursionismo, a differenza di quello "da città", distribuisce una buona parte di carico sulle anche ( cinghie all'altezza della vita). 
E' importante che la superficie di contatto dello zaino sul dorso dell'escursionista sia di forma anatomica e consenta una certa traspirazione (è comunque inevitabile che si accumuli sudore sulla schiena, per cui, quando si toglie lo zaino conviene aggiungere un capo o cambiarlo con uno asciutto).

 

La scelta delle cose che dobbiamo mettere nello zaino deve essere fatta con una certa oculatezza dato che dobbiamo trovare un accettabile equilibrio tra due esigenze opposte:

  • avere uno zaino leggero per ridurre lo sforzo fisico

  • avere tutto l'occorrente a disposizione (e quindi uno zaino pesante)

E' molto comune, specialmente per il principiante, accorgersi a metà escursione di aver dimenticato qualcosa di necessario a casa.

Ecco dunque l'utilità di questi pro-memoria:

 
non devono mancare

mai !

  • cartine
  • bussola
  • altimetro
  • coltellino multiuso
  • occhiali da sole
  • guanti
  • qualche metro di cordino
  • indumenti di ricambio
  • cappello
  • mantella coprizaino o ombrellino
  • alimenti
  • borraccia
  • macchina fotografica
  • rullini
  • cellulare con numeri di soccorso memorizzati

 

  • farmaci abituali
  • farmaci di pronto
    soccorso:
    antidolorifici, colliri,antispastici,
    antiallergici
  • cerotti/garze
  • laccio emostatico
  • un paio di spille da balia
  • torcia
  • pile di ricambio
  • documenti
  • denaro
  • sacchetti di plastica per proteggere gli indumenti dalla pioggia o mettere lo sporco
  • accendino

 

possono essere utili

secondo i casi

  • binocolo
  • videocamera
  • ricetrasmittente
  • GPS
  • crema solare
  • bastoncini
  • corda
  • moschettoni
  • imbracatura
  • casco
  • piccozza
  • saccoletto

 

  • fornellino
  • tenda
  • ramponi
  • cannuccia filtro
  • ghette
  • occorrente per lunghi trekking: posate, sapone, pettine, lamette, mollette, tagliaunghie

 

 

 

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Adesso siete pronti per partire, ma non si fa una vera escursione senza delle buone ...

cartine

 

Le cartine adatte sono quelle 1:25.000 (1 centimetro corrisponde a 250 metri di percorso)

Le più antiche e dettagliate (ma spesso anche le meno aggiornate) sono quelle dell'Istituto Geografico Militare (cartine IGM). Le più adatte sono quelle espressamente create per l'escursionista (cartine Kompass, Tobacco, Multigraphic ...). 

Le cartine offrono molte informazioni. Ad esempio:

  • la direzione (il lato alto della cartina indica il Nord, perciò con una bussola è facile orientare la carta sul terreno)

  • la lunghezza del percorso in chilometri (misurabile in modo approssimativo con strumenti idonei o anche con carta e matita tenendo conto del rapporto 1:25.000)

  • la difficoltà del percorso: i sentieri segnalati sono indicati con una linea rossa che assume caratteristiche diverse a seconda della difficoltà

linea continua

______________

per tratti facili

linea tratteggiata

------------------------

per tratti difficili (sentiero ripido, esposto, franoso)

linea a puntini

 ...........................

per difficoltà superiori (necessità di adoperare anche le mani, ferrate, tratti generalmente ghiacciati, percorsi di cresta)

La difficoltà è anche legata alla pendenza, anch'essa ben segnalata da linee continue nere con andamento sinuoso dette curve di livello. Si tratta di linee che uniscono punti del terreno posti alla medesima altezza.
Senza entrare in particolari tenete presente che:

  • Se il vostro sentiero taglia in modo quasi perpendicolare una serie di curve di livello, state salendo (o scendendo) su un pendio.
  • Se tagliate una serie di linee molto ravvicinate, la pendenza è notevole, viceversa se le curve sono molto distanziate, la pendenza è minima.
  • Se il vostro sentiero si snoda quasi parallelo a una curva di livello state costeggiando senza salire o scendere.

Una volta determinate la lunghezza, la pendenza e il tipo di percorso potete avere un'idea della durata prevista (in ore) della vostra escursione. Ciò è molto importante per decidere se l'escursione è fattibile oppure è troppo lunga o faticosa. Serve anche per decidere l'orario di partenza e prevedere l'ora del rientro. Tenete presente che persone in buone condizioni fisiche e ben allenate possono fare 400 metri di dislivello in salita e 600 in discesa in un'ora. Se all'escursione partecipano persone non allenate o in età più avanzata aggiungete un 20%-30% in più. Tenete conto infine delle soste per riposare e rifocillarsi.

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A volte può non essere sufficiente la cartina. Occorre anche ...

la bussola

 

Con la bussola possiamo sfruttare al meglio le informazioni della mappa. 

 

In pratica:

  • Stendiamo per terra la nostra carta topografica.

  • Mettiamo la bussola sul punto in cui siamo (un gruppo di case, una cima etc...).

  • Ruotiamo la carta in modo che l'ago punti perpendicolarmente sul lato "alto" della carta: quello è il Nord.

  • A questo punto alziamo la testa: tutto ciò che vediamo davanti a noi è a nord, alle nostre spalle c'è il sud, a destra l'est e a sinistra l'ovest.

  • E tutto ciò che noi vediamo ha un nome o un simbolo che possiamo riconoscere sulla cartina davanti a noi.

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E per finire non può mancare uno strumento utilissimo come ...

l'altimetro/barometro

L'altimetro segnala la nostra altitudine. Il barometro indica la pressione atmosferica
Poiché questa è espressione del "peso" della colonna d'aria sul suolo più in alto si sale e più diminuisce il peso della colonna d'aria, cioè la pressione. Le due funzioni sono correlate. Ne consegue che misurando le variazioni di pressione si ottengono anche le variazione di altitudine e viceversa. 
Conclusione: il tutto è contenuto in un solo strumento comunemente detto altimetro.

Vi sono molti altimetri e di vari prezzi. Consigliamo quello da orologio, poiché non è ingombrante e possiede altre funzioni utili come la bussola, il termometro, le impostazioni di suoneria per determinate altitudini, i grafici e le memorie.

 

L'altimetro serve in funzione della cartina: se le altitudini di luoghi dove ci troviamo (casolari, cime, bivi, torrenti, curve di livello) corrispondono a quelle segnalate sulla mappa siamo sulla strada giusta.
Serve anche per fare delle previsioni del tempo a breve scadenza (se però non siamo in cammino). Non è comunque facile in poche parole spiegare l'uso di questo strumento.

Tenete presenti le seguenti indicazioni:

 

  • Tarate l'altitudine dell'altimetro al punto di partenza dell'escursione come da cartina.

  • Via via che trovate lungo il percorso altri luoghi la cui altitudine è segnalata in cartina, controllate se corrisponde a quella dell'altimetro.
    Se questa  tende continuamente a scendere rispetto a quella prevista, significa che la pressione sta salendo e in linea di massima il tempo dovrebbe mantenersi buono o migliorare.
    Se l'altimetro tende via a via a segnalare valori più alti rispetto a quelli previsti, è possibile che la pressione stia scendendo e stia per arrivare un peggioramento meteorologico.
    Nell'uno e l'altro caso ritarate lo strumento sui valori corretti.

  • Se stando fermi in un luogo (alcune ore, una notte) il valore altimetrico dello strumento scende, la pressione atmosferica sale e viceversa. Tanto più importante è la variazione altimetrica, tanto più repentino sarà il passaggio verso il bello o il brutto tempo.

  • Se dovete trovare un bivio difficile da individuare sul terreno, controllate sulla cartina (magari grazie alle curve di livello) la sua altitudine. Tenendo d'occhio all'altimetro capirete quando sarete prossimi al bivio, facendo più attenzione ai segnali.

Siamo prontissimi per la nostra gita. 
Equipaggiati di tutto punto, e preparati fisicamente.
Ma c'è ancora un elemento di indecisione:

che tempo fa(rà) ?

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