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Firenze

22 Marzo 2003

L'oasi WWF di Focognano

in nella Piana tra Firenze e Prato


Un sabato pomeriggio abbiamo deciso una gita speciale: raggiungere l'oasi WWF di Focognano partendo dalla nostra sede (il Circolo ARCI LE TORRI di Via Lunga a Firenze) in bicicletta. Andata e ritorno un 25 chilometri circa. Giornata bella ma ventosa (il vento sempre contro, come accade sempre in bici).

Non eravamo molti (chi non ha la bicicletta, chi ce l'ha ma ha paura di non farcela ...) ma c'era anche Tommy, molto interessato. A giudicare da questa immagine sembra che in bicicletta ci vada solo lui, mentre la Rosanna si fa "tirare" a piedi

Luciano ha studiato un percorso speciale per evitare al massimo il traffico veicolare. Il primo pezzo naturalmente comprende le Cascine.
E' tempo un pò speciale questo.

Lo si vede dall'abbigliamento. C'è la guerra in Irak. La maggioranza dei cittadini ha apertamente manifestato le proprie convinzioni contro la guerra e comunque contro "questa" guerra esponendo ai balconi la bandiera della pace.

Ma la bandiera la si può anche indossare.

Mentre la Rosanna si lascia sventolare sulle spalle i colori dell'arcobaleno, il "guidatore" , invece di guardare avanti, si lascia distrarre da una canina che passeggia lungo la stradella.

E questo è un nido artificiale dentro l'Oasi, che è posta in luogo incredibile.

In pratica circondata da fabbriche, centri commerciali giganteschi e montagne artificiali di rifiuti prodotti nel corso di molti anni da noi fiorentini.

Andando verso il Centro Commerciale i Gigli, in prossimità di Campi, un cartello turistico indica una deviazione a destra per gli "stagni di Focognano", ma poichè non vi si compra nulla, la gente prosegue dritto.

Invece è un piccolo paradiso. Di silenzio. Ci sono alcuni stagni popolati da anatidi e vari uccelli acquatici che trovano qui uno dei pochi punti di atterraggio dell'Italia centrale durante le loro migrazioni. Molte sono le zone lacustri lungo costa, ma pochissime sono rimaste nelle zone interne. E quelle poche sono spesso gestite da cacciatori. L'ottimo direttore del Parco (il primo a sinistra) si infervora a spiegarci i motivi di una battaglia che noi tutti dovremmo condurre con lui per salvaguardare questo spazio di vita per molti animali sottraendoli alla caccia.
Il direttore ci porta a scrutare gli uccelli nelle casette dotate di apposite feritoie e binocoli per l'osservazione.

Dalle feritoie un bello spettacolo, ma anche uno spiffero freddissimo.

Il direttore è felice della presenza dei visitatori anche se uno - Tommy - gli ha morso una mano, quando lui ha tentato di dividerlo dal proprio cane con cui ha cominciato ad azzuffarsi appena è arrivato.

Ed ecco quello che si vede dalle feritoie. Un pò lontano, sicuramente meglio per lui, un airone si gode il sole indisturbato in una pausa tra una pescata e l'altra.

Sembra un luogo lontanissimo dalla città. Ma poche centinaia di metri oltre c'è l'autostrada del Sole, un aeroporto, e tante fabbriche.

E' davvero un'oasi.

Una gita il sabato pomeriggio ve la consigliamo davvero, magari scegliendo una giornata meno ventosa.

   
   
   


 


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Stefano Bugetti