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Firenze
5 GENNAIO 2014

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Anello del castello di Meleto (Chianti)

 

L'anello prende le mosse da Gaiole, regno del Gallo Nero simbolo del prodotto più apprezzato del Chianti

A Gaiole la domenica mattina regna il silenzio: ad attenderci solo tre anatre mute dal becco rosso sull'argine del torrente Massellone
Queste anatre vengono allevate e vendute sulla rete con lo slogan:
non abbaiano e non mordono come i cani, non graffiano come i gatti e tengono l'erba del giardino sempre rasata
Evidentemente questi tre maschi sono dei fuggitivi, stanchi di fare la parte dei tosaerba



Lasciata la provinciale in pochi minuti si sale alla Pieve Romanica di Spaltenna di cui si ha traccia già dal 1030



Si tratta di una Pieve "munita", cioè fortificata

A fianco della Pieve c'è la fattoria



Il luogo bellissimo e la splendida giornata di sole ci hanno suggerito di fare subito una foto ricordo



Nel corso dell'escursione avremo il modo di osservare la Pieve sotto altre angolazioni (qui da Meleto)

Giunti alla chiesa di San Piero in Avenano (l'edificio a destra nella foto) ...



... appare sulla collina il Piccolo borgo di Vertine col suo castello
(qui fortemente ingrandito dal teleobiettivo)

Sebbene la Chiesa di San Piero in Avenano appaia in pessimo stato di conservazione,
il luogo è incantevole (... e dunque altra foto di gruppo)



Riattraversata la provinciale si lascia la strada asfaltata per il castello di Meleto
che si annuncia con questo cartello

Il castello (XI secolo) è in condizioni perfette. Trasformato in agriturismo ( http://www.castellomeleto.it/)
offre un soggiorno da sogno.
Vi giungiamo proprio mentre sta per partire una visita guidata.
Le visite sono a pagamento, ma la forza dei numeri (siamo 27) ci consente un forte sconto.

Ecco come appare dal giardino attiguo

Si possono visitare le stanze del piano nobile e le cantine
(da cui parte una galleria sotterranea di 7 chilometri che lo collega al castello di Brolio)

Belle le decorazioni, i quadri, le tavole apparecchiate, ma Simba, la cagnetta che cammina con noi,
si è annoiata e ha cominciato a uggiolare. Anna - per calmarla - se l'è presa in braccio

Il luogo più interessante e sorprendente (che da solo vale la visita) è il minuscolo teatro (posti a sedere per 20/30 persone):
qui vedete alle nostre spalle il "palco" per gli ospiti d'onore

e questo è il palcoscenico con le stesse apparecchiature sceniche del 1742, quando fu costruito

Dopo essersi rifocillati nel giardinetto di una delle coloniche ai piedi del castello
(sono 6 le costruzioni di proprietà del castello, tutte ristrutturate perfettamente),
si riprende camminare ...

In effetti a qualcuno mancava la frutta, ma subito si è rimediato ...

In un continuo saliscendi (alla fine dell'anello saranno 580 i metri dislivello in salita e non 400 come previsto)
si giunge a Castagnoli la cui visita - ahinoi ! - per la comparsa dei primi segni di stanchezza
abbiamo trascurato (sperando che Irene ci perdoni ...)

Siamo nel paradiso del Chianti: nessun altro luogo al mondo ha un'architettura simile

E, nonostante gennaio, su un pendio baciato dal sole (a 500 metri di altitudine)
hanno fatto capolino le prime margherite (e una vespula ne approfitta ...)

Dopo la salite arrivano le discese (e poi ancora salite)

In fondo alla discesa si guada un piccolo torrente

Ecco un'altra splendida dimora del "Chiantishire", naturalmente chiusa (come tutte le altre) in questo periodo

Ma qualche tempo prima è stata abitata da inglesi: una vecchia Land Rover (guida a destra) abbandonata
nel prato antistante alla casa (ormai erosa dal tempo: sul tetto c'è nato perfino il muschio) tradisce un pezzo di storia
di questo fantastico luogo raggiungibile solo con una forte quattroruote

E per finire il borgo (naturalmente con castello annesso) di Barbischio
le cui prime notizie risalgono al 1086 (oggi abitazione privata)

Questo non è un normale "anello" ma una vera "collana" di luoghi preziosi

La luce dorata dell'ultimo sole impreziosisce il piccolo e sonnolento agglomerato di antiche case
mentre una nube scura soffoca l'azzurro del cielo, rendendo indimenticabile l'immagine

Ormai prossimi a Gaiole lasciamo che Barbischio si addormenti sulla collina scaldandosi all'ultimo sole

Potevamo non farci una foto ricordo in quel magico luogo ?
Dunque l'abbiamo fatta.

Grazie a tutti gli inconsapevoli attori di questa fotostoria !

Sotto il percorso ad anello ( o meglio a "collana")
tracciato su mappa Nops Wanderkarte su progetto OpenStreetMap

Se cliccate QUI potete scaricare il tracciato in formato GPX per il vostro GPS

 

Mappa elaborata su carta Wanderkarte (su licenza Openstreetmap)