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Firenze

14 GENNAIO

da San Donato in Poggio a Badia a Passignano

 

Una casa per ripararsi dal freddo

Una vecchia casa della campagna toscana, ormai abbandonata da tempo.
Utilissima per ripararsi dal vento gelato, niente affatto tipico di questa campagna.
Da notare l'abbigliamento insolito. Non mancano n guanti n cappelli ben calati sulle orecchie.

 

Il cipresso, ovvero l'elegante leggerezza delle colline toscane.Tutti hanno studiato a scuola la poesia del Carducci sui "... cipressi che a Bolgheri alti e schietti vanno a San Guido in duplice filar ...".

Si tratta di un maestoso esemplare isolato, sopravvissuto al vecchio casolare in rovina cui continua a fare compagnia.
Si intravede lo stradello (fangoso per le notevoli piogge di questo inverno) che conduce al ponte sulla Pesa (dove il bosco sembra aprire un varco).

Appena oltre il ponte inizia un anello: svoltando a destra si raggiunge Rignana .
Poi si piega a sinistra e si scavalcano le colline che si intravedono nell'immagine.

Il ritorno procede per almeno quattro chilometri lungo il fiume in ambiente selvaggio e nel silenzio rotto solo dal rumore delle acque.

Cipressi, ovvero: terra di Toscana

... e sullo sfondo la Badia di Passignano

Ecco la Badia di Passignano incastonata in un boschetto di cipressi.

 

Il pranzo "al sacco" una regola dell'escursionismo. Consente autonomia, risparmio di tempo e di denaro.

Si tratta di un pranzo frugale, consumato dove si pu. Se va bene, seduti in mezzo a un prato o su qualche sasso. Se va male (pioggia), ritti in piedi riparati in qualche anfratto.

A Passignano c' un bellissimo muretto in posizione panoramica su cui si possono sedere volendo anche una settantina di commensali. Ma - ahinoi - il giorno della gita il vento gelido rendeva tutto pi difficile.

Cos quando siamo entrati nell'unico bar del borgo per prendere un caff, ci sembrato di entrare in paradiso: un tepore che non ricordavamo pi e poi, bando alle chiacchiere sul pranzo al sacco, c'erano i "cenci", un buon vin santo e un bel caff caldo caldo.

C'era perfino un gatto vero (anche lui bello caldo), che s' fatto ritrarre in braccio a Giancarlo.

Un gatto bello caldo

 

Cala la sera

Giungiamo di nuovo a Poggio San Donato insieme al crepuscolo: l'ora placida, in mezzo agli oliveti - come ogni sera - stanno per addormentarsi i vecchi casolari in pietra sparsi sulle colline.

 

 

 

alle escursioni 2001

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Stefano Bugetti