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Firenze

22 Gennaio 2006
Colline del Chianti
 

 Greve Montegonzi Montefioralle (anello)

Escursione con sosta e rifornimento al calduccio di un focolare



Facile percorso ad anello
- 11 km con un dislivello in salita di 395 metri -
con partenza e arrivo a Greve in Chianti, la capitale del Gallo Nero
(sotto osservate la famosa piazza)



Il tracciato - registrato su GPS Garmin - è scaricabile cliccando qui
 

    
Si parcheggia nei pressi della "Casa del Popolo" di Greve, si attraversa l'omonimo corso d'acqua (dove galleggiano tranquille opulente anatre di ogni specie).

Raggiunta la grande piazza si volta a sinistra (Via Garibaldi) poi a destra (Via Maestro della Greve) e infine in salita per Via delle Grillaie.

Qui la strada diventa una larga sterrata. Seguendola si raggiungono Montegonzi, Panzanellino, Pernano, La Torre, fino a incontrare la strada che congiunge Panzano a San Casciano.

 

    
La salita è quasi tutta concentrata all'inizio del percorso, così come la discesa lo è alla fine (anello).

Nel complesso un giro adatto a tutti.

Per l'occasione eravamo 21.

 

Pochi passi ed ecco che lo sguardo spazia sull'inconfondibile quadro delle colline toscane, così come ebbe a conoscerlo e ritrarlo Leonardo da Vinci.
Case un tempo povere e fredde e abbandonate sono tornate a nuova vita - ambite e carissime.

Il Chianti è conosciuto in tutto il mondo: per gli anglosassoni è semplicemente il Chiantishire, un'appendice di Gran Bretagna riservata ai facoltosi artisti e buongustai di quella terra.

A Montegonzi la strada spiana. Oltre le case perfettamente restaurate si scorge il Pratomagno innevato di recente. Un leggero venticello porta aria fredda che si farà via via più pungente nell'arco della giornata.

Ora la stradella comincia ad avere un andamento ondulato e sale dolcemente verso il crinale sfiorando minuscoli borghi.

La maggior parte delle costruzioni perfettamente messe a nuovo sono disabitate (servono a scopo turistico o come seconda casa).

Alcune tuttavia non sono mai state abbandonate.

Grossi muri in pietra e finestre piccole per mantenere il caldo d'inverno e il fresco d'estate. Ma anche poca luce: a mezzogiorno di una giornata piena di sole si sta nella cucina con il neon acceso.

Non manca l'incontro con gli animali che condividono con noi questa Terra.

Il micione aveva un gran bisogno di carezze, come noi avevamo un gran bisogno di carezzarlo.
Così ci siamo sentiti di condividere di più la vita.

Anche un altro personaggio - ormai abituale nelle nostre gite - scondinzolava felice con noi: Trek Martini (il cane più fortunato che si conosca)

Vive in quel di San Miniato e ha a disposizione un bosco intero e due padroni - Chiara e Maresco - che camminano dalla mattina alla sera senza stancarsi mai.

Una volta giunti sulla strada di Testalepre (che collega Panzano a San Casciano) si volta a destra (interessante la visita di S.Martino in Cecione a 1 km) facendo attenzione dopo alcune centinaia di metri ad una sterrata che si distacca ancora sulla destra verso Falcole ( i cartelli che segnalano i percorsi sono mal conservati: sbiaditi dal tempo e spesso divelti come questo, che abbiamo trovato seminascosto nell'erba).

A proposito di cartelli: ben conservati sono quelli che indicano gli agriturismi (l'economia fa girare il mondo ...).

Sullo sfondo Montefioralle ...


... che qui vediamo nel suo magnifico splendore di antico borgo medievale.

Arriva l'ora di pranzo (siamo a San Cresci).
E di norma ci tocca un panino o due (dipende dalla bocca). Ma oggi ...

... oggi Vanna e Sergio ci ospitano - complice lo spirito organizzativo di Walter - nel loro piccolo paradiso.

Un posto caldo dove rifocillarsi in allegria.

Fettunta, rigatino, fagioli, ceci, speck il tutto condito da olio e vino del posto in abbondanza.

E poi due ottime torte della nonna (con formula segreta di Maria Luisa).

E per finire cantucci di Prato col vin santo, grappa, caffè ...

Insomma assai di più di quello che si era consumato per arrivare sin qui.

Niente è più socializzante che mangiare insieme. E' un retaggio - bello - del branco. Con/dividere il cibo - che è sopravvivenza cioè vita - costruisce e consolida l'appartenenza a un gruppo.

Quanto a ciò questo Gruppo Trekking non si fa mancare niente. Tutte le occasioni sono buone per unire l'escursione alla tavola. C'è chi non può più salire in cima a una montagna, ma può ancora girare intorno a un tavolo e godersi la vista di un piatto pieno di buoni sapori.
Perchè farne a meno ?

Finita la festa, si riprende a camminare per concludere l'anello. In breve raggiungiamo Montefioralle.

Sulla strada del ritorno si incontrano le persone "normali" che escono dopo pranzo per fare quattro passi.
La nostra giornata è stata molto più lunga della loro.

Ecco il vantaggio del trekking: viaggi senza orologio e fai un sacco di cose in più !

Saluti e baci da:

Per scaricare alcuni nostri percorsi registrati con GPS GARMIN
( si possono poi trasferire ai propri ricevitori e ripercorrere con sicurezza ogni gita)
si veda la pagina dedicata.