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Firenze
17 FEBBRAIO 2013

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Anello della Verna con le ciaspole

 

Percorso ad anello di  5 chilometri con 250 metri di dislivello - ore 3.20 (comprese varie fermate)



Punto di partenza e arrivo dal parcheggio del Santuario.
Sotto l'immagine satellitare con la numerazione dei sentieri da seguire

Una parte dei 26 partecipanti all'escursione con alle spalle il monte La Penna

 

L'escursione inizia al parcheggio del Santuario. Nel periodo estivo il parcheggio è molto affollato, ma in una domenica fredda di febbraio non ci sono problemi.

Si prende la stradella che si addentra nel bosco ed entriamo nel bel complesso del Santuario (Telefono:0575 5341). La Verna è a metri 1128.

« Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalle gente, o a chi desidera fare vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri Io ti donerei a te e a’ tuoi compagni per salute dell'anima mia. »

 

(Conte Orlando di Chiusi della Verna prima di donare il monte a San Francesco di Assisi, 1213.)

 

 

Il Santuario è famoso perchè è il luogo in cui San Francesco d'Assisi ricevette le stigmate il 14 settembre 1224.

Notizie approfondite su Wikipedia.

Proseguendo si esce sulla grande terrazza (panorama sul Casentino) davanti alla chiesa.

Il meteo ci ha assistito. Pochi giorni prima un'abbondante nevicata ha imbiancato  la montagna e oggi c'è il sole.

Qui ci si può mettere le racchette da neve (ciaspole) per iniziare un'escursione ad anello alla base della scogliera della Verna.

Appena pronti ci si dirige verso la porta che vedete in basso a sinistra.
 

 

L'uso delle ciaspole è una novità degli ultimi anni, almeno qui in Toscana.

La tecnica ha fatto progressi. Adesso le racchette sono di plastica (prima erano in legno a forma di fagiolo, lo scarpone era bloccato su un intreccio di corde: praticamente impossibile camminare su pendii ghiacciati). Inoltre sotto sono provviste di una serie di ramponi che affrontano bene la neve dura. Il tallone è libero, perciò risulta naturale il gesto del cammino.

 

Però che buffo vedersi per la prima volta con questi attrezzi ai piedi !

 

Uscendo dal Santuario si esce su una stradella che in ripida discesa conduce alla località "La Beccia".

Al terzo tornante si oltrepassa per scaletta un cancello sempre chiuso.

Superato il cancello, seguendo le indicazioni bianco/rosse del sentiero CAI 53 si transita sotto la scogliera delle Stimmate, una parete alta una trentina di metri costituita da calcareniti.
Ecco come appare il luogo durante il periodo estivo ( a questo proposito si consiglia di ripetere l'escursione anche durante l'estate per apprezzare la bellezza della foresta di faggi ben conservata nel corso dei secoli dai frati francescani).
Oggi invece un bel manto di neve copre il terreno.

 

Nei giorni scorsi deve esserci stata una vera bufera di neve "orizzontale", dato che tutti gli alberi hanno questo aspetto.

L'itinerario prosegue in un susseguirsi di brevi saliscendi tra sassi ciclopici (grossi massi staccatisi dalla scogliera) e bosco fitto (d'estate è possibile approfittare dell'intensa frescura che proviene dalle cavità poste tra i massi nella località detta "Ghiacciaia" dove in antico i frati conservavano i cibi).
Ad ogni bivio ci si mantiene sulla destra. Così si prosegue prima per il sentiero 56 e poi (attenzione: non ben visibile la segnalazione) il sentiero 50 che salendo tra grossi massi erratici chiuderà l'anello al parcheggio.
La neve ha la consistenza ideale per la prima escursione con le ciaspole. Infatti per molti è la prima volta. E tutti, superato il primo momento di imbarazzo, escono da questa esperienza con una bella sensazione: camminare con le racchette è facilissimo.
Durante tutta l'escursione non si incontra nessuno, salvo un gruppo Cai di Sansepolcro che percorre l'anello in senso inverso.
La neve era così perfetta che non c'è stato bisogno di usare la piccozza che Dario si era portato dietro nel caso ci fosse stato bisogno di frantumare qualche tratto ghiacciato.

La punta della piccozza è ben segnalata e protetta da un vecchio guanto.

Chiuso l'anello, Antonella ha chiesto e ottenuto il permesso di consumare il pranzo al sacco dentro la struttura del Santuario. Si è così potuto osservarne la bellezza.
Guardate il chiostro - già splendido di per sé -  abbellito da stalattiti di ghiaccio (temperatura esterna alle ore 14: 2° C)
Non che la temperatura interna fosse di molto superiore, ma sedie e tavoli ci hanno reso più comodo rifocillarsi.


Il Monte La Penna (mt. 1283).
Dal Santuario parte un altro anello che conduce alla cima
da cui - in una giornata tersa - è possibile vedere il mare Adriatico dalla Toscana