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Firenze

7 Maggio 2006
un fuori pista nei boschi a sud di Firenze
 

Anello de Le Piazzole (Antella)


Escursione ad anello di 10,2 km con un dislivello in salita di 450 metri
( 3 ore di cammino effettivo )




Una mattinata splendida - di piena primavera - per una gita intensa di colori (alberi e fiori)
e di suoni (il canto degli uccelli, il nitrito dei cavalli, la musica dell'acqua che scorre nei fossi, oltre il solito abbaiare dei cani) in un paesaggio disteso sotto un sole caldo e buono

 

Superato il cimitero dell'Antella e trascurata la strada per Montisoni si prosegue in salita per strada asfaltata e strettissima fino a parcheggiare in località Le Piazzole.

Si prosegue in salita per strada asfaltata, poi sterrata e infine sentiero per Fonte Santa. Oltrepassatala si raggiunge Poggio al Mandorlo.

Presa la strada asfaltata per Tavarnuzze, in località Case Nutrice inizia il "fuoripista": attraverso un uliveto si scende a un fosso, lo si supera, si risale a Case Bini.

Attraversata la strada asfaltata si prende una sterrata (catena) che scende per bosco a un altro fosso. Superatolo e risalita la collina per campi si sbuca a poche decine di metri dal luogo di partenza.

Il fuoripista è indicato in verde nella registrazione GPS del percorso qui rappresentato.

La salita - tutta concentrata nella parte iniziale - non è eccessiva.

L'intero tracciato - registrato su GPS Garmin - è scaricabile cliccando qui.

Per visonarlo occorre il programma Mapsource Garmin.

Giornata piena di sole (fino al pomeriggio, quando è scoppiato un furibondo temporale) e chi meglio di questa lucertola può approfittarne ?

Animali piccoli, animali grandi.

Durante l'escursione si sono incontrati tanti escursionisti a cavallo. Tanti anche i mountain-bikers, poichè il luogo - una fitta rete di stradelle sterrate e vecchie mulattiere - è ideale per per questi modi - diversi dal nostro, ma simili - di "navigare" nella natura.

E animali domestici.
Come questo gattino che - nel minuscolo borgo di Tavarnuzze - tiene la coda al fresco, tranquillamente seduto sul davanzale della finestra al piano superiore.
E non manca la vegetazione.

Un piccolo germoglio con la forza di un trapano ha "bucato" la dura corteccia della base dell'albero.

Anche lui è venuto a prendersi un pò di sole.

I campi poi sono pieni di papaveri e vari fiori di forme e colori diversi.

Vicino alle case l'uomo ha voluto allietare la vista coltivando delle vere e proprie sculture di velluto: gli iris, chiamati comunemente anche giaggioli.

A pochi chilometri da qui, a San Polo, si svolge ogni anno la festa del giaggiolo.

A Fonte Santa la situazione non è più quella di qualche anno fa: la fonte eroga solo qualche goccia d'acqua e la zona circostante appare un pò "vuota" per l'abbattimento di molti alberi.

Comunque rimane un bel luogo, soprattutto fresco (siamo a 800 mt.) durante il periodo estivo e non lontano dalla città (da San Donato in collina lo si può raggiungere in auto).

Quanto al paesaggio, si sprecano immagini come questa: tutto quello che l'occhio raggiunge è un susseguirsi di colline coperte da viti e olivi, sormontate qua e là da gruppetti di case o villette sorvegliate da vigili cipressi (e molti cani).

Il vero bello dell'escursione arriva alla fine, quando si decide di abbandonare la via e "tagliare" per boschi, fossi e valloncelli.

Cartina e GPS ci sono d'aiuto, ma è stimolante far lavorare durante l'escursione - oltre le solite gambe - anche il cervello.

Misurarsi con l'orientamento e la vegetazione invadente che ti nasconde il sentiero e alla fine sbucare davanti alla propria auto ... ah che piacere ! Quasi come per Messner conquistare un 8000 !

Per scaricare alcuni nostri percorsi registrati con GPS GARMIN
( si possono poi trasferire ai propri ricevitori e ripercorrere con sicurezza ogni gita)
si veda la pagina dedicata.