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Firenze

7 SETTEMBRE 2003

 LA PENNA DI LUCCHIO

SVIZZERA PESCIATINA

Un nome che dice tutto:
la Penna è un'improvvisa impennata della montagna
a ridosso del borgo di
Lucchio.
Poiché non bastano più i piedi ma bisogna ricorrere anche alle mani,
si tratta di una arrampicata, facile e poco esposta,
eppure impegnativa per l'escursionista inesperto o poco allenato.

Siamo nella Svizzera Pesciatina, appellativo coniato nel secolo scorso da Jean Charles Sismondi, un intellettuale ginevrino esule in Italia a cui queste zone ricordavano la terra natia.
La Svizzera Pesciatina è costituita da dieci antichi paesi, le cosiddette
CASTELLA , che sono: Vellano (600 m.s.l.m.), Pietrabuona (110 m.), Medicina (537 m.), Fibbialla (424 m.), Aramo (397 m.), San Quirico (529 m.), Sorana (410 m.), Castelvecchio (450 m.),  Pontito (750 m.) e Stiappa (630 m.)
E da Stiappa inizia l'escursione
Dalla piccola piazza, seguendo l'abbozzo di un segnale verde/azzurro, si prende una carrareccia nel bel bosco di castagni (quest'anno - ahinoi! - segnato dalla siccità e dalla calura eccezionali)

Per notizie su Stiappa
clicca QUI

Dopo un'oretta e mezzo di cammino ecco apparire la Penna di Lucchio. Vista da qua fa una certa impressione: come salire su quello spigolo quasi verticale ?
Così: mettendo le mani sulle roccette e tirandosi su a forza di braccia, facendo attenzione a dove si mettono i piedi, seguendo attentamente i segnali biancorossi per evitare di uscire dal percorso migliore e ritrovarsi sul baratro.

La siccità ci ha favorito.
In caso di pioggia l'arrampicata (un primo grado semplice) diventerebbe assai più pericolosa.

 

E un'altra fortuna è stata la buona visibilità: in caso di nebbia infatti non si potrebbe spaziare su un grande panorama che va dalle Apuane col Rondinaio alla Valle della Lima fino a Maresca e San Marcello Pistoiese.

 
 

Affacciandosi sulla soglia del vuoto si possono apprezzare scorci mozzafiato
A proposito di fiato ...
Occorre salire con passo tranquillo perchè in circa 600 metri di percorso sul piano della cartina ci si alza di ben 230 metri. E' un principio fondamentale cui si attiene l'escursionista esperto: dosare le forze.

 

Ed eccoci finalmente sulla vetta (mt. 1176) - 360 gradi di aria fresca e un grandioso panorama.

 

Ma chi è il vero dominatore della montagna ? Chi ha percorso il triplo del nostro percorso ? Chi ha tenuto i collegamenti tra i primi e gli ultimi ? Insomma chi e' stato il capogruppo della gita ?

Eccolo qui: TREK !
(Di cognome: Martini)

A differenza dell'Appennino classicamente arenaceo, questo piccolo massiccio è calcareo.

Per larga parte è coperto di vegetazione, ma le cime e le pareti più scoscese della Penna e del vicino Monte Memoriante sono nude.

Dopo una breve sosta, riprendiamo il cammino per ritornare alla base della Penna, questa volta però per sentiero (consigliabile).
Qualche nuvola sta addensandosi sulla cima.
Dopo un tratto di crinale (da cui si ammira il borgo di Lucchio) si penetra in bel bosco di faggi.

Terminata la discesa ripida uno spiazzo mezzo sole e mezza ombra fa al caso nostro: è l'ora di addentare un panino.

Il ritorno avviene sulla stesso percorso.
A metà strada compare tra i castagni Pontito (uno dei dieci borghi della zona)

Oggi uno dei maggiori problemi della Svizzera Pesciatina è quello dello spopolamento, seguito agli ingenti flussi migratori  della prima metà di questo secolo e causato dalla crescente difficoltà a trovare un'occupazione in loco.

Il nome Pontito pensiamo derivi da "appuntito" per la sua forma a perfetto triangolo (visto dal davanti) con tanto di campanile sulla punta.

Qui è fotografato di lato, come appare dalla carrareccia che in breve riconduce a Stiappa.

Per una foto del "triangolo" e la storia di Pontito si
clicchi su questo link dove si sostiene più appropriatamente che Pontito deriva il nome dalla presenza di un antico ponte.
 

 


  alla mappa dell'escursione
 

 

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Stefano Bugetti