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Firenze
24 NOVEMBRE 2013

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Anello di Maiano e Monte Ceceri

 


Il percorso programmato:

Mappa elaborata su carta Openfietsmap lite (su licenza Openstreetmap)

Giunti a Monte Ceceri (nella foto sopra) una lapide ricorda le parole di Leonardo da Vinci,
che qui sperimentò (fece sperimentare a un suo seguace) per la prima volta il volo umano.

La leggenda narra che l'esperimento fallì e "l'uomo con le ali" cadde rovinosamente e si fratturò una gamba:
per cui appare suggestivo l'accostamento tra il cippo e il cartello sullo sfondo
che in modo esplicito avverte del "pericolo di caduta" con tanto di figura esplicativa

PIGLIERA' IL PRIMO VOLO
IL GRANDE UCCELLO
SOPRA DEL DOSSO
DEL SUO MAGNO CECERO
EMPIENDO
L'UNIVERSO DI STUPORE
EMPIENDO DI SUA FAMA
 TUTTE LE SCRITTURE
E GLORIA ETERNA
AL LOCO DOVE NACQUE


Leonardo da Vinci

Il Monte Ceceri è noto anzitutto perché fu usato da Leonardo Da Vinci come "trampolino" per collaudare la sua Macchina del Volo, nel 1506.
A sperimentare in prima persona la Macchina, fu 
Tommaso Masini, detto Zoroastro da Peretola, uno dei "famigli" di Leonardo.
Che Tommaso fosse il guidatore della macchina, sarebbe testimoniato da un appunto dello stesso Leonardo, nel suo Codice del Volo.
Secondo le testimonianze, la Macchina riuscì a planare per circa mille metri, atterrando in località Camerata, tra 
Fiesole e Firenze.
Non è vero, dunque, che Tommaso si sarebbe rotto le gambe atterrando (questo fu scritto da Merejkowski, in un suo romanzo sulla vita di Leonardo).
Una fonte, tra l'altro, darebbe Tommaso sano e attivo a Modena solo pochi mesi dopo.
Dal Monte Ceceri, dunque, sarebbe stato tentato con successo il primo volo umano della storia.
Di questo evento eccezionale, c'è stato recentemente il cinquecentenario, senza celebrazioni di particolare rilievo (da "WIKIPEDIA")

Il percorso in realtà è stato diverso per una serie di eventi:
un cancello che chiude una vecchia poderale trasformata in un casale
(sorto di recente, perché di lì ci siamo transitati decine di volte)
e una insufficiente cartellonistica CAI per Settignano:
nessuno di noi si è accorto che il sentiero non proseguiva a sinistra sulla stradella (rossa) in salita,
ma proseguiva diritto lungo il bordo del campo lungo la siepe che lo delimita in basso
(infatti dopo non abbiamo più trovato segnali CAI e,
tornati al punto di partenza abbiamo preso la strada per Maiano (azzurra).

Lo abbiamo scoperto successivamente a casa su GoogleEarth

Sotto il percorso reale e la stradella (invisibile o non vista) che dovevamo prendere (in verde)
per oltrepassare la poderale chiusa inopinatamente (almeno un passaggio pedonale potevano lasciarlo!)



Così il percorso si è ridotto a poco più di 8 chilometri,
In compenso per arrivare  a Fiesole e rientrare a Firenze in auto abbiamo fatto un percorso lungo almeno il triplo del normale
(causa maratona cittadina)

Ma guardate quanto è bello questo sportello del gas dipinto!