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Firenze

3 Marzo 2002

S.Quirico d'Orcia 
- Montalcino 

Le terre senesi hanno orizzonti larghissimi: solo foto come queste
(sopra uno scorcio della Val d'Orcia, sotto Montalcino)
rendono l'idea della grandezza pittorica di questi luoghi

L'escursione inizia da S. Quirico d'Orcia (appena all'ingresso del paese, provenendo da Siena, un cartello schematico ma preciso indica il percorso)
Nonostante si tratti di una "strada di riguardo", la stessa viene segnalata come dissestata.

Contraddizione facile a spiegarsi: il nome della strada è antico ("riguardo" ha a che fare con le splendide vedute) e allora la si percorreva a piedi o sui carri. 
Era indifferente se era sterrata e con qualche buca. 
Ma oggi, con le auto .... 

In cammino

... invece se la si percorre a piedi (o in bici da montagna) 
 è una vera strada di riguardo !

Si cammina per piccole pendenze sulla groppa di collinette o sul fondo di brevi valli.

Qua e là qualche casa. Illuminata dal sole eccone una. Le finestre aperte coi lenzuoli a prendere aria, un bel cavallo nero che ci osserva da lontano. La casa è antica, ma non insensibile alle diavolerie della tecnica: ben camuffata sul tetto rifatto un'antenna parabolica e sul dietro un gippone. Bene il cavallo, ma oggi i cavalli hanno le ruote al posto delle zampe.

E di animali che ormai condividono pane e companatico con noi uomini se ne incontrano tantissimi facendo trekking

Difficile è incontrare quelli selvatici, che di noi hanno una giusta paura. Salvo - come in questo caso - quando non possono più fuggire.

Si tratta di una volpe, chissà se morta di morte naturale o violenta. Certo è che dopo essere spirata è servita da pasto ad altri che l'hanno minuziosamente spolpata lasciando sul terreno lo scheletro e la pelliccia. Chinandosi potreste vedere che gli occhi sono due buchi neri vuoti. La bocca, leggermente aperta, mostra denti aguzzi in un estremo ringhio, ultimo singhiozzo di vita.


Il paesaggio è grandioso. Dondola sul crinale delle colline.  Gira senza interruzione intorno all'osservatore. E spazia lontano. Pochi e semplici elementi (di solito un casolare, un cipresso, una stradella) ne sottolineano le curve e lo rendono essenziale. 
Il grano che spunta appena dalla terra riarsa disegna in bella calligrafia i solchi lasciati dagli aratri. 
Un paesaggio inconfondibile. Bello come una pittura che emana lo stupore per il bello. 

L'escursione non è impegnativa né faticosa (salvo l'ultima salita che porta a Montalcino). 

Il gruppo (una trentina) si lascia trasportare dal sole e da vari argomenti di discussione.

La terra è secca. Quest'anno abbiamo avuto un inverno freddo e asciutto. Gli scarponi si sono bagnati appena un pò solo attraversando un fosso semiasciutto dove svettavano le chiome bionde di queste canne.
Nonostante l'apparente facilità  e la buona segnalazione del percorso - o forse proprio per questo - in un paio di occasioni - distratti dal paesaggio e dalle chiacchiere - ci siamo persi le deviazioni giuste e Luciano, cartina alla mano e individuato il cartello indicatore (alle sue spalle) studia il percorso giusto.
A mezzodì si pranza. Un agriturismo fa al caso nostro.

Seduti col sole di quasi primavera in faccia si prende mezz'ora di relax. 

Panini per tutti, ma qualcuno ha portato anche le frittelline di riso e qualcun altro un pò di grappa. A tutti tocca un assaggino.

Ben rifocillati si riparte. Ma la parte finale del percorso non si addice a chi ha lo stomaco pieno. Inizia una salita piuttosto ripida che conduce a Montalcino.

Il sentiero 2 porta sempre più in alto e il respiro si fa più corto.

Aguzzando la vista, in lontananza si può scorgere Siena, serenamente adagiata sulle colline (qui visibile grazie a un teleobiettivo).
Finalmente si giunge alla porta che introduce nel paese.
Nelle precedenti escursioni avevamo sottolineato i numerosi e ironici cartelli di avvertimento "Attenti al gatto...".

All'ingresso di Montalcino appare un cartello dalle intenzioni assai bellicose: non solo consiglia di stare attenti al cane (un alano) ma anche al padrone. 

L'interesse pubblico si coltiva con un animo pacifico, quello privato spesso genera aggressività e guerre.

A Montalcino si può non sorseggiare un bicchiere di Brunello ? Chiedetelo a Giancarlo che, seduto al bar nella piazza centrale del paese, degusta gli ultimi 2 o 3 euro (in vendita bottiglie da 70 a 300 mila lire) rimasti sul fondo del bicchiere.
Vedete ? Questo è un piatto in ceramica. Tipico naive di queste parti (soprattutto di Pienza). 

Si tratta di una splendida interpretazione locale del paesaggio: colline, casolari e paesi, e cipressi e viti e stradelle e ...

 

alla mappa del percorso

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Stefano Bugetti