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Firenze

12 Febbraio 2006
Pratomagno
 

Anello di Pelago


Escursione ad anello di quasi 12 km con un dislivello in salita di 500 metri
per 3 ore e mezzo di cammino effettivo



La primavera sta per arrivare e le inestinguibili felci preparano le nuove spore
come ormai succede ogni nuova primavera da milioni anni

 

Si parcheggia nel piccolo borgo di Pelago

Lasciata l'antica piazza si scende ad attraversare il torrente Vicano e quindi si prende a salire su stradello (fondo in cemento) che conduce al castello di Ristonchi. Da qui - continuando su sterrata - si arriva alla deviazione col sentiero CAI n░ 6 col quale si giunge al minuscolo borgo di Magnale. Per comoda sterrata si scende a Paterno.
Da qui in breve, seguendo la provinciale, si pu˛ chiudere l'anello.

L'intero tracciato - registrato su GPS Garmin - Ŕ scaricabile cliccando qui. Per visonarlo occorre il programma Mapsource Garmin.

Un tracciato altimetrico molto semplice nella sua linearitÓ: per metÓ percorso si sale e per l'altra metÓ si scende.

Si noti come sia conveniente percorrere l'anello in senso orario dato che la discesa Ŕ pi¨ "dolce" della salita (e quindi pi¨ comoda). 
 

Pelago (mt. 288) Ŕ un piccolo paese ai piedi del Pratomagno, a pochi chilometri da Pontassieve.

Notizie su Pelago qui.

 

 

 

Nel primo tratto in cui la salita spiana si pu˛ ammirare a sinistra la splendida villa-fattoria di Grassina.
 

Si giunge finalmente a Ristonchi, un antico castello oggi sfruttato come risorsa alberghiera.

Paesaggio magnifico.

Per la storia del Castello di Ristonchi si veda qui

 

La magnificenza di un paesaggio a volte consiste nell'accostamento di ambienti diversi e inaspettati.

Qui siamo in una zona collinare baciata dal sole e pettinata a viti e ulivi. Intorno alle fattorie i fiori di mimosa cominciano giÓ a fare capolino. Non ci si aspetterebbe di vedere una montagna "vera".

E invece eccolo lÓ l'Abetone innevatissimo, quasi sembra di toccarlo.
E' bastato sollevarsi di qualche centinaio di metri per vedere il mondo con occhio diverso.

Quando un paesaggio Ŕ straordinario non occorre la forza e il realismo del colore per rimanerne stupefatti.

Anche nel caro vecchio bianco/nero si coglie la serenitÓ di questi luoghi addomesticati dall'uomo.

Ed emerge un disegno semplice e armonioso.

E' questo il paesaggio che si ammira da Magnale.


 

Ma il colore rivela il calore tiepido della collina, conduce le sue curve morbide in boschetti di cipressi a nascondere vecchie fattorie o emerge su piccole alture a sorreggere case coloniche dall'architettura inconfondibile.

L'anello si chiude. A Pelago un micio dormicchia al tiepido sole di una giornata primaverile. Al nostro passaggio ci butta uno sguardo assonnato. Anche noi siamo stanchi e tranquilli.

Pronti per iniziare la giornata.

In questa foto il soggetto principale non c'Ŕ:
infatti una frazione di secondo prima dello scatto
un gufo reale se n' Ŕ volato via dalla sua dimora
posta in una cavitÓ dell'antichissimo albero alle nostre spalle

Per scaricare alcuni nostri percorsi registrati con GPS GARMIN
( si possono poi trasferire ai propri ricevitori e ripercorrere con sicurezza ogni gita)
si veda la pagina dedicata.