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Firenze

 

NUVOLE BASSE

NUVOLE MEDIE

NUVOLE ALTE

FACILI da riconoscere

DIFFICILI da riconoscere

Occorre prima stabilire se si tratta di

nuvole basse (0-2000 metri)
medie (2.000-6/7000) o alte (oltre 6/7000)

Ci si può aiutare con qualche punto di riferimento come le colline o le montagne che circondano il nostro punto di osservazione.
Se per esempio a Firenze le nubi coprono la cima di Monte Morello (900 metri) siamo in presenza di nuvole basse. 
Un secondo spunto è dato dal colore e dalla grandezza delle formazioni, specialmente se isolate.
 
Le nubi basse sono più vicine: perciò appaiono più grandi, si muovono più rapidamente, hanno una forma a batuffolo (spesso la base è piatta), non sono uniformemente bianche poiché sono costituite da goccioline di vapore acqueo che rendono più scura la base, generano ombre proprie sul terreno.
 
Le
nubi alte, formate da cristalli di ghiaccio, sono bianchissime, sembrano piatte, spesso hanno forme allungate (per il vento), non generano ombre proprie sul terreno e appaiono più "ferme" poiché sono più lontane.

 

Che aspetto hanno le nuvole BASSE
che stiamo osservando ?

elemento singolo con grande estensione verticale,
cima piatta che tende ad allargarsi
(cumulonembo)

elemento singolo con base piatta e cima arrotondata (cumulo)

nessun elemento singolo,
ma uno strato ininterrotto di colore grigio
(strato)

nubi con cima arrotondata disposte a strato
che però non è continuo e uniforme come il precedente (stratocumulo)

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Che aspetto hanno le nuvole MEDIE
che stiamo osservando ?

elementi individuali che formano un complesso
(altocumuli)

un manto, velato o compatto, uniforme
(altostrati)

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Che aspetto hanno le nuvole ALTE
che stiamo osservando ?

elementi individuali bianchi, filamentosi
(cirri)

"cielo a pecorelle "
(cirrocumuli)

esteso velo biancastro
(cirrostrato)

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CUMULI


Si tratta delle comuni nuvole isolate, di forma rapidamente cangiante, con base piatta e parte superiore a cavolfiore.

Si distinguono in alcuni sottotipi:

Cumulus Humilis
Piccolo cumulo con estensione orizzontale maggiore di quella verticale (situato tra i 600 e i 1050 mt)

Cumulus Mediocris
Cumulo di dimensioni maggiori e estensione orizzontale circa pari a quella verticale  (tra i 600 e i 1200 mt.)

Cumulus Congestus
Cumulo con estensione verticale assai superiore a quella orizzontale (tra i 600 e i 6000 mt.). Possibili rovesci.

I cumuli a rapido accrescimento verticale si possono trasformare in cumulonembi.
 


CUMULONEMBO


Grande nube del genere cumulus a forma di torre, di cupola o di montagna che va dal piano inferiore fino al limite della troposfera (base in genere sotto i 2000 mt, sommità fino ad oltre 10.000 mt., estensione orizzontale fino a 10 km.). In pratica il cumulonembo è l’evoluzione naturale di un cumulus congestus, quando la sommità di questo raggiunge i 9000 metri. Al contrario del cumulus congestus, i contorni superiori del cumulonembo sono sfumati e bianchissimi, poiché ad alte quote, dove la temperatura è diversi gradi sotto zero, le gocce di pioggia si trasformano in cristalli di ghiaccio. Inoltre la parte inferiore è di solito sfrangiata.Trovando nella tropopausa una barriera impossibile da superare, la parte superiore del cumulonembo si allarga orizzontalmente cosicché la nube assume spesso una caratteristica forma a incudine ( talora solo parziale perché "stirata" dai venti in quota ). La base del cumulonembo, più densa di gocce, ostacola il passaggio dei raggi solari e appare molto scura.
 


STRATO


Lo strato ha aspetto caliginoso e grigio uniforme e limiti inferiore e superiore talora piuttosto sfilacciati con uno spessore che va da poche decine di centimetri ( aspetto semitrasparente ) a 500 metri ( aspetto opaco ) e una estensione  notevole.  E' facilmente riconoscibile quando nasconde le cime delle montagne e delle colline, cioè quando abbiamo gli elementi per escludere che sia una formazione nuvolosa oltre i 2000 metri (come l'altostrato).

La nebbia è una forma particolare di strato prossimo al suolo.

Gli strati creano spesso la situazione di "nebbia alta" che ristagna in valle e al di sopra della quale splende il sole.

In mancanza di punti di riferimento per l'altezza, lo strato si differenzia dall'altostrato, poiché quest'ultimo ha un aspetto meno strutturato e appare come un bianco velo translucido o un manto grigio/azzurrognolo denso e uniforme
 


CIRRI


In latino cirro significa "filamento".Perciò il cirro è una nuvola alta, bianca, luminosa, a struttura fibrosa/filamentosa che si sfilaccia, si arricciola stagliandosi sul cielo azzurro.Indica presenza di umidità a quote elevate per sollevamento lento di aria calda.E’ costituita da miliardi di cristalli di ghiaccio, come tutte le nubi del piano alto. E’ il ghiaccio a conferirle l’aspetto bianco brillante. Il forte vento in quota sospinge la nuvola e la sfilaccia nelle forme più varie così che si distinguono: 

cirri fibrati
(riccioli disordinati e capricciosi)
cirri uncino (tipica ricurvatura finale a uncino) 
cirri radiati (lunghe bande parallele che sembrano divergere da un punto all’orizzonte) 
cirri fiocco (piccoli elementi fibrosi).

Se i cirri passano davanti al sole lo velano appena.Quando il sole è in prossimità dell’orizzonte, i cirri possono assumere i seguenti colori:

al tramonto —> giallo, rosa e grigio              
all’alba         —> rosso o rosa, giallo e grigio

Poiché la loro quota è maggiore di quella di altre nubi, essi sono i primi ad essere illuminati dal sole all’alba e gli ultimi a scomparire al tramonto.Di giorno sono facilmente riconoscibili perché sono più bianchi di qualsiasi altra nube che si trovi nella stessa regione.

I cirri possono comparire in banchi isolati oppure occupare progressivamente gran parte del cielo visibile (provenendo da sud o da sud-ovest): in quest’ultimo caso si tratta di cirrocumuli che evolvono verso un cirrostrato e preannunciano l’arrivo di un fronte di bassa pressione caldo e brutto tempo nelle 24 ore seguenti (comunque non prima di una quindicina d’ore). Se invece non invadono progressivamente il cielo e si presentano in forma di filamenti quasi rettilinei non preannunciano maltempo.
 

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STRATOCUMULI


Si tratta di una delle forme nuvolose più diffuse.
Può essere difficile distinguerle dagli strati e dagli altostrati.
Gli stratocumuli hanno un aspetto frastagliato alla sommità, ma la base è netta e appiattita: i singoli elementi hanno forma di fiocchi tozzi che tendono a disporsi in fasce sottili estese talora per centinaia di chilometri. Di solito si presentano in grossi ammassi scuri, tondeggianti, che ricoprono, specialmente d’inverno, quasi interamente il cielo e che mostrano sempre la presenza di elementi più o meno collegati tra loro. Hanno colori che vanno dal bianco al grigio opaco.

L’aspetto a fiocchi distingue gli stratocumuli dagli strati
Gli elementi che costituiscono gli stratocumuli sono analoghi a quelli degli altocumuli ma, dato che si trovano a un livello più basso, appaiono di dimensioni maggiori.
Hanno sempre una larghezza apparente superiore a 5°, misurabili con 3 dita a braccio teso.Raramente causano pioggia.
 


ALTOCUMULI


Si presentano in banchi o in distese di colore bianco o grigio.

L’aspetto più comune è quello di una distesa di elementi staccati e disposti con una certa regolarità (a differenza dell’altostrato che ha un aspetto piatto e uniforme).

Se sono formate da piccoli elementi possono esser confuse con i cirrocumuli. Tuttavia se ne differenziano perché gli altocumuli hanno una larghezza apparente maggiore (perché sono più bassi), che può arrivare fino a 5°, la larghezza, cioè, di tre dita a braccio teso.

Altocumuli semitrasparenti o a fiocchi indicano tempo bello.

Se invece hanno tendenza a crescere in verticale (altocumuli castellani) preannunciano temporali.

Se gli altocumuli formano uno strato continuo che progressivamente invade il cielo, si può prevedere che dopo 4-5 ore comincerà a piovere ( fronte freddo che avanza ).

Il cielo " a pecorelle" ( —> " acqua a catinelle ") è un cielo di altocumuli stratiformi (disposizione compatta della struttura) perlucidi (cielo visibile tra gli elementi) che indica l’avvicinarsi di un fronte freddo che porta pioggia.

Un altro tipo di altocumuli che si osservano di frequente sopra zone montane è l’altocumulo lenticolare: si tratta di nubi affusolate e smussate, simili a una lente, così particolari e talora di forma insolita, discoide, da essere scambiate per UFO. Si formano quando il vento, incontrando un massiccio montuoso, genera delle ondulazioni nel versante sottovento.
 


ALTOSTRATI

Nuvola a sviluppo orizzontale situata a quote medie. Indica sempre la presenza di una fascia d’aria ad elevato contenuto di umidità.
Ha l’aspetto di un velo translucido di colore bianco che lascia intravedere il sole, oppure quello di un manto grigio-azzurrognolo, denso e uniforme.

In genere si forma per il sollevamento e la condensazione di una  massa d’aria in corrispondenza dell’arrivo di un fronte, che porta allo sviluppo di uno strato nuvoloso molto esteso.
Se sufficientemente spesso, l’altostrato genera pioggia (se il velo nuvoloso è denso e basso) o neve (se è poco denso e alto).

Si tratta di una pioggia è continua e persistente.

Quando l’altostrato copre tutto il cielo, come distinguerlo da uno strato ( nube del piano inferiore ) ?

  • Se si distingue una certa trama si tratta di uno strato.

  • Se le nubi appaiono opache e destrutturate si tratta di un altostrato.

  • Se l’altostrato è sottile e lascia intravedere l’azzurro si può confondere facilmente con un cirrostrato ( nube del piano superiore ). L’altostrato non dà fenomeno di alone attorno al sole o alla luna ed elimina le ombre degli oggetti al suolo.


CIRROCUMULI


I cirrocumuli sono nubi alte formate da cristalli di ghiaccio.

Hanno l’aspetto di piccoli globi bianchi. Sono prive di ombre proprie (a differenza dei cumuli e degli altocumuli), sono più o meno trasparenti, e comunque lasciano sempre distinguere la posizione del sole e della luna nel cielo.

Sono disposti in strato sottile e in distese più o meno vaste, o in banchi formati da piccoli elementi di larghezza apparente di circa 1°, corrispondente alla larghezza del mignolo a braccio teso.
L’aspetto più tipico è quello del "cielo a pecorelle", che conferisce al cielo un aspetto di grande impatto scenografico.

Derivano dalla trasformazione di cirri e cirrostrati o dalla diminuzione delle dimensioni di un banco di altostrati o ancora in seguito al sollevamento locale di uno strato di aria umida.

Se si formano a partire dai cirri possono preannunciare l’imminente arrivo di una perturbazione perturbazione. Se però nel giro di qualche ora non si trasformano in un cirrostrato non hanno un particolare significato.

Comunque si ricordi sempre che le nubi alte non sono direttamente responsabili del cattivo tempo, ma lo preannunciano.

Un banco di cirrocumuli perciò non genera pioggia.


CIRROSTRATI


I cirrostrati, costituiti da cristalli di ghiaccio, ricoprono vasti settori del cielo - se non tutto - con un velo uniforme, trasparente od opaco, bianco.

La presenza dei cirrostrati, se preceduta da una sequenza di cirri e cirrocumuli, indica spesso l’avvicinarsi di una perturbazione.

I cirrostrati non generano pioggia, ma indicano che la pioggia è ancora più imminente rispetto ai tempi indicati dai cirri e dai cirrocumuli.
 


Nonostante la nostra vita all'aperto si svolga sempre sotto il cielo e ogni tipo di nuvola sia transitato migliaia di volte sulla nostra testa, ci rendiamo tutti conto che guardare non significa osservare né tanto meno identificare
.

Abbiamo provato a riassumere tutte le nozioni che fin qui avete letto in un metodo che in 3 mosse ci permette di classificare qualsiasi cielo nuvoloso:

 

 

 

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