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Firenze

14 Settembre 2007
 

Anello di Rocca Ricciarda (Pratomagno)

 




Salendo verso il Pratomagno appare d'improvviso tra le foglie dei castagni Rocca Ricciarda

L'escursione inizia a Rocca Ricciarda - mt 950 (qui termina la strada asfaltata proveniente da Loro Ciuffenna).

Da poco riattivato il vecchio mulino a pietra (vedi link). Restaurati i resti del Castello dei Conti Guidi (altro link).

Pare che il nome iniziale del borgo fosse Rocca Guicciarda (da i Conti Guidi).

Si tratta di un circuito ad anello di 15 km che si percorre in senso orario con un dislivello in salita di 830 metri. Tempo complessivo: 4,30 - 5.00 ore.

Dal piccolo borgo (mt. 950) si prende il sentiero CAI 21 in direzione del Pratomagno e si prende a salire per bellissimo castagneto fino a quota 1247 dove si incrocia una larga sterrata che si prende a destra in lunga discesa - direzione San Clemente in Valle (oggi 40 abitanti, un secolo fa erano 400).

Qui si ritrova il segnavia 21 che conduce al piccolo borgo medievale Poggio di Loro.

Il sentiero si trasforma in una stradella (un tratto lastricato ne rivela l'indubbia origine medievale) che in continua ma non ripida salita riconduce a Rocca Ricciarda passando per il vecchio cimitero, e di nuovo davanti al mulino sul torrente Ciuffenna.

 

Pur avendo oltrepassato la metà di ottobre, i colori dell'autunno stentano a risplendere dei gialli dorati e dei rossi fuoco. Resiste il verde, il giallo si fa avanti, il rosso fa capolino. Comunque  è un gioco di armonie e luci.
E' una bellissima giornata. La luce filtra tra le foglie e ci fa strada sul sentiero.
Il dorso del Pratomagno protegge da un leggero venticello che spira più a valle.
Sul fianco opposto della montagna cominciano a delinearsi le chiazze di colore della vegetazione: i sempreverdi si mischiano ai faggi ancora verdi a quote più basse, ma già rosseggianti dove il freddo della notte punge più forte.
A un tratto un affaccio sulla valle percorsa dal Ciuffenna.
In lontananza il Valdarno e ancora più lontani i Monti del Chianti.
L'escursione attraversa bei castagneti, ma non tutti gli alberi sembrano in buona salute.

Nel tratto tra Poggio di Loro e Rocca Ricciarda si incontrano diversi scheletri di castagno.

Ma di castagne - e grosse - ce n'erano milioni. E quasi tutti si sono caricati lo zaino di un bel peso.
Cui si è aggiunto un carico di mele (un melo nato per caso nel bosco) e di more che si gustavano belle tranquille l'ultimo sole della stagione.
Purtroppo mancavano i più attesi: i funghi (quelli buoni).
Salvo qualche pinaroletto al bordo del sentiero, il bosco pullulava di funghi bellissimi e pericolosissimi.
Verso San Clemente ci siamo accorti che tutta l'escursione si era svolta finora nel territorio di una battuta di caccia al cinghiale ad opera di una squadra dal terribile nome "I leoni del Pratomagno". Pericolo scampato.

Pare che quest'anno vi siano pochissimi cinghiali su questa montagna.
Si dice che siano stati decimati dal moltiplicarsi dei lupi. Altro che leoni ...

Come si diceva l'escursione è ben segnalata.
Si trovano spesso cartelli descrittivi dell'itinerario "SETTEPONTI".

Qui ce n'è uno con annesso addirittura un paio di occhiali per leggere il testo (come è noto la massa dei camminatori non è più giovanissima e a questa età si comincia ad avere qualche difficoltà nella lettura da vicino ... ).

Più probabilmente qualcuno si sta ancora chiedendo dove li ha dimenticati, quegli occhiali (a questa età si comincia anche a perdere la memoria ...)

Quanto a segnali se ne trovano in abbondanza: oltre a quelli classici del CAI biancorossi, si trovano anche quelli "patriottici" biancorossoverdi. nonchè quelli biancoverdiazzurri. Quindi - per orientarsi occorre una cartina 1:25.000 e una bussola o un GPS e ricordarsi di seguire il classico sentiero CAI n° 21.
L'escursionista prudente mette sempre un ombrellino nello zaino, anche quando c'è un bel sole nel cielo.
Appunto: per ripararsi dal sole durante il pranzo al sacco!
Invece Walter ha escogitato un altro modo per avere l'acqua a portata di mano durante la ripida salita.
Ed ha anche rubato il mestiere a Stefano, riuscendo a manipolare la foto con Photoshop al fine di includere nella scena chi la fotografa.
Il crinale sud del Pratomagno è una lunga passeggiata sospesa tra il Casentino e il Valdarno.
Rocca Ricciarda come appare risalendo dal basso la valle del Ciuffenna.
Due mesi prima lo stesso borgo fotografato con un teleobiettivo dalla cima del Pratomagno (700 metri più su).

In bianco e nero o a colori il bosco è un luogo delle meraviglie