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Firenze
8 Febbraio 2015

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Anello di Roveta

 

Questo lo sguardo del capobranco ...

... e questo il "branco"



Raya dolcissima. Per noi incomprensibile, ma Raya convinta di essere lei a portarci a spasso la domenica

E non sola: anche Simba, nonostante si distragga a cacciare le lucertole dappertutto,
si d un gran daffare per controllare che tutto proceda bene

Roveta - collina nel Comune di Scandicci - due passi da Firenze:
conosciuta in Italia per una sua sorgente la cui acqua era imbottigliata e bevuta in tutto il paese.
Famose e indimenticabili (per chi ha una certa et ... ehm ...) le bottigliette di aranciata a forma di arancia.
Erano gli anni '50, come si nota dalla linea "formosa" - stile film americano del dopoguerra - della ragazza
(lo stile "anoressico" dell'alta moda era ancora da inventare)

Purtroppo nel 1975 lo stabilimento chiuse i battenti
e adesso rimasto in piedi - in mezzo al bosco - solo il suo scheletro, finito nel capitolo dell'archeologia industriale

... con ancora un cumulo di vetri e vecchie bottiglie, cos ... per ricordo.

Sotto: la mappa dell'escursione registrata dal navigatore.
Punto di partenza lo scollino tra Poggio alle Calle e Poggio alla Sughera
che - come ci informer Luigi Leoni al termine dell'escursione -
coi suoi 397 metri il punto pi alto del territorio di Scandicci

tracciato disegnato su carta OFM( EU2014_Ev0130) derivata da OpenStreetMap

Il primo tratto uno stretto sentiero in discesa. Temperatura alla partenza: - 2

Usciti finalmente dal bosco ...

... gradevole farsi accarezzare le guance dai tiepidi raggi di sole

La strada per la vecchia sorgente una sterrata facile

L'altimetria dell'anello quasi simmetrica: la prima met in discesa,
la seconda in salita ( e questa quella che serve per riscaldarci !)

Camminare per camminare ? Non pu bastare !
Quindi ci siamo inventati "SPAZZACAMMINO" : via i rifiuti dai sentieri che frequentiamo !
(anche oggi diversi sacchetti di robaccia portati via ...)

Camminare per camminare ? Certo che no: la natura ricca e buona.
C' qualcosa da raccogliere in questo campo abbandonato

Ecco il tesoro: cime di rapa !

E lui che fa ?

Semplice ! Italo raccoglie quello che gli serve per fare i suoi fantastici cestini

Qua c' qualche altra delizia che spunta da terra ...

Porri !

E lo zaino si riempie ...

E se poi c' bisogno di un po' di rosmarino ...

Un fossetto d'acqua fangosa ci fa capire la differenza tra noi e Raya:
noi facciamo di tutto per non venire a contatto con quell'acqua ...

Raya ha sete e se la beve

Poi la strada prende a salire

e la vista si allunga sulle colline



L'ultima salitella ...

Ancora due minuti e saremo alle auto e dopo un quarto d'ora a a tavola
(si fa sentire un certo languorino alla stomaco ...)

Un momento !!!
Non sapevamo che proprio sullo scollino dove avevamo lasciato le macchine
Luigi Leoni - in bicicletta - ci avrebbe salutato con un sonoro e cordiale: "Buongiorno escursionisti !"

Ma chi Luigi Leoni, vi chiederete. Beh, a dir la verit neppure noi lo sapevamo, fino a quell'istante.
Ma in un quarto d'ora abbiamo saputo che un "Valtellinese di Scandicci",
un provetto ciclista, un ex alpinista, un esperto di cartografia, di geologia, di storia e molto altro.
E' lui che ha scovato e riportato alla luce la lapide che ricorda lo scasso dell'uliveta di Poggio Secco
fatta dai prigionieri austriaci della prima guerra mondiale




 

 


 

   POST - SCRIPTUM 

Attenzione ! Consigliamo a chiunque volesse ripetere l'escursione di non parcheggiare
le auto sullo scollino dove le abbiamo lasciate noi.
Purtroppo due sono state danneggiate da qualche malintenzionato (pare abituale):
serrature e deflettori rotti.
Meglio lasciare l'auto a Marciola nel parcheggio del ristorante.