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Firenze

7 Dicembre 2003

 I molini di Tosi



il nuovo ponte di Michelino sul Fosso dei Bruciati
inaugurato nel 2002

L'escursione inizia a Tosi presso l'ampio parcheggio degli autobus, nei pressi del cimitero, direzione Pelago.

Si prende una sterrata che scende verso il borro dove scorre il torrente Lagacciuolo. Non vi sono segnali e Luciano controlla su cartina se è l'imbocco giusto.

Giornata freddissima e ventosa.

Un serie di scarichi, tutti debitamente segnalati dai relativi divieti, punteggiano il percorso.

Ma anche l'incivile che è in noi ha subito una trasformazione: per la prima volta ci siamo imbattuti in questa raccolta differenziata abusiva.

L'abbandono delle bombole ci dice anche che quassù il gas non arriva nelle case come in città.

E che basta far pochi chilometri per vivere una vita diversa. O poche centinaia di metri: eccoci a un vecchio mulino (ormai in disuso). Chi vi abita si affaccia alla finestra e invece di vedere auto sulla strada e pedoni sul marciapiede, vede scorrere l'acqua del torrente.

Traversato il torrente si risale un poco fino a riimmetterci su una asfaltata a scarso traffico.

Voltandosi, in colpo d'occhio su Tosi

Quando si dice che faceva freddo non potete metterlo in dubbio.
E per dimostrarvelo Stefano si è fotografato su uno di quegli specchi sferici che aiutano gli automobilisti a immettersi sulla strada principale da uscite secondarie: colbacco sulla testa e sulle orecchie, baffi e barba delle stesso colore (non incluse nell'indumento).
In località Paterno - direzione Pelago - si stacca ben evidente una sterrata in salita segnalata da questo cartello. E' la nostra strada.
La strada sale dolcemente in mezzo al bosco sorvegliata qua e la da filari di cipressi. Spuntano con la loro sagoma scura fra il giallo degli alberi con ancora su le ultime foglie dell'autunno e il grigio argentato degli uliveti.
Il cipresso è strettamente connaturato con il paesaggio toscano. Sta a guardia di ogni collina, di ogni borgo, ora in fila indiana a guidare lo sguardo, ora in solitudine a fermarlo.

Ecco il cipresso che sta a guardia di Tosi e i boschi della Consuma.

In questa atmosfera di smobilitazione generale della natura, dove tutto sembra tendere alla conservazione del status quo in attesa dell'energica esplosione di vita della primavera, una piccola rosa sporge il capo dall'inferriata di un giardino.

Siamo a Magnale.

In cima alla collina di Magnale - di fronte ad una antica chiesetta in ristrutturazione da cui è separata da un bel praticello verde - una casa espone la bandiera della pace. Il vento la stira e la strapazza da tutte le parti.
Quando gli Stati Uniti hanno dichiarato la fine della guerra in Irak in Toscana non ci ha creduto nessuno e le bandiere multicolori continuano a sventolare ovunque.

Appena poche decine di metri oltre la chiesa di Magnale si abbandona il sentiero CAI n° 6 per una deviazione che in 2 chilometri conduce a Raggioli.
La diramazione è segnalata soltanto da una vecchia freccia in legno.
 Lungo il sentiero una scritta ripassata in rosso su un lastrone sottolinea al camminatore che "questa strada fu fatta  nel 1784".

E' importante il sapere.
Sapere che esiste da 217 anni anni fa immediatamente pensare a quanto diversa sia o sia stata la vita di tutti quelli che in questo tempo l'hanno percorso, mentre gli alberi e le rocce hanno resistito a ogni cambiamento.

Il paesaggio sarà lo stesso della fine del 1700 ?
Probabilmente no.
Oggi è largamente addomesticato da colture e ville.
Anche vecchi paesi come Raggioli, pur mantenendo la vecchia struttura, si rinnovano e si ristrutturano.

Vi giungiamo che stanno preparando un piccolo presepe motorizzato.
Il movimento dei personaggi è sincronizzato da un software che fa cilecca, ma ancora è presto. Da qui a Natale tutto andrà a posto.

Fa un freddo cane.

Si approfitta di una breve sosta a Raggioli per rifocillarsi un pò sotto lo sguardo attento e interessato di qualcuno.
Il cammino riprende per un bel bosco che supera il Fosso dei Bruciati sul Ponte di Michelino appena rifatto dalla Comunità Montana di Vallombrosa (vedi foto d'apertura).

In breve siamo di nuovo al punto di partenza.

 

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Stefano Bugetti