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Firenze - Quartiere 4
 

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Il giardino delle rose e l'Erta Canina


Grande successo - come al solito - della passeggiata da noi organizzata
per il Gruppo "Salute è benessere" del Quartiere 4: è la 23esima in 3 anni
e mai abbiamo ripetuto lo stesso percorso.

Questa volta i partecipanti erano 82 o 83.
Dario - che li ha contati in un passaggio obbligato - si stava addormentando
(è così che funziona la conta delle pecore contro l'insonnia , no ?)
e alla fine non si ricorda se si è contato per sé oppure no ...

Qui sotto ci vedete transitare sul Ponte a Santa Trinita



mentre sui piloni delle arcate i soliti esibizionisti prendono il sole
(questi sì che devono stare attenti a non addormentarsi !)

Ed eccoci nel giardino delle rose (ora aperto tutto l'anno) adornato dalle sculture di Folon,
l'artista belga innamorato di Firenze dove nel 2005, pochi mesi prima della sua morte,
fu ospitata nel Forte di Belvedere la mostra più importante della sua carriera.



Sotto una fontanella in terracotta di Folon.
Lo scultore ha creato molte fontane.
Tutti i fiorentini hanno ammirato - anche non volendo - la sua meravigliosa
fontana presso Obi -hall: l'uomo con l'ombrello,
dove la forma dell'ombrello è generato dal flusso d'acqua della fontana.

Una valigia (con il mare e la nave dentro) è il simbolo del viaggio,
è la cartolina dei ricordi di ogni viaggiatore
e in questa cartolina  ogni visitatore del giardino inquadra il panorama del centro storico di Firenze.
Potevamo farci sfuggire l'occasione di una foto di gruppo ?

Certo che no !
E tutti con le mani in alto (niente suscita l'allegria come questo gesto collettivo)
come una scolaresca che salta le lezioni per una gita.
Sembra di uscire tutti insieme da quella valigia. La gioia è breve ma non costa nulla.
Come sarebbe stato felice Folon se avesse potuto vederci !

Qui siamo sotto il piazzale Michelangiolo (che lasciamo ai turisti ...)

E qui siamo sull'Erta canina, che di lì a breve diventerà una specie di sentiero ripido

Ed ecco il quadro "ad olio" che gli occhi ci hanno pennellato nella mente in un baleno:
perché non c'è bisogno di essere pittori per dipingere "dal vero" lo scorcio
che appare appena la stradina si butta giù verso San Niccolò.

Spesso ci ripetiamo che nascere e vivere a Firenze è un privilegio
e a volte anche un limite: avere la bellezza negli occhi ogni giorno e ogni dove
a volte ci impedisce di riconoscere la bellezza.

Per riconoscerla occorre fermarsi, alzare gli occhi e sfuggire al moto perpetuo della folla.
Vi facciamo due semplice esempi.
Immaginate di essere in Piazza del Duomo e guardate insieme a noi:

Avete mai osservato questa formella della Porta del Battistero ?
Certo che l'avete vista, almeno mille volte. Ma almeno 999 di sfuggita:
Questa è la prima volta che la vedete così bene.

E' una formella (copia) del bronzo dorato opera del Ghiberti (1425 -1452)
e rappresenta:
 

"
la storia di Giuseppe venduto dai fratelli e poi misericordioso verso di essi. Ricorda il Cristo che si sacrifica e poi perdona.
Quest'ultima scena, con il protagonista tradito dai fratelli e in seguito loro salvatore nonché portatore di benessere per tutta la comunità,
sembra una discreta ma evidente proiezione della storia di Cosimo de' Medici, prima cacciato e poi riaccolto dalla città,
sotto il cui controllo si apriva un'epoca di rinnovata prosperità"
(testo tratto da Wikipedia)
 

E ora - rimanendo nel solito luogo - voltate le spalle e alzate gli occhi:

Quante volte vi siete accorti del meraviglioso mosaico sopra la porta principale del Duomo ?
Si tratta di una raffigurazione di "Cristo in trono con Maria e San Giovanni Battista" di Nicolò Barabino (1832 - 1891)
Quanti miliardi di volte è entrata nei pixel di altrettante macchine fotografiche
senza che nessuno di noi la "vedesse" per davvero ?

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La passeggiata è lunga circa 7 chilometri (per circa 2 ore e 30 di cammino)


Dalla stazione si prosegue verso Piazza Santa Maria Novella.
Si attraversa l'Arno e in San Niccolò si risale al Piazzale Michelangiolo
proprio attraverso i sentieri del Giardino delle Rose.

Si prende il Viale Galileo fino a incontrare Via dell'Erta Canina
che, trasformandosi quasi in un sentiero, scende di nuovo verso Porta San Niccolò.
Qui si volta a sinistra e si risale verso il Forte di Belvedere camminando lungo le antiche mura della città
per poi ridiscendere e traversare l'Arno sul Ponte Vecchio.
Da qui in breve alla stazione.

All'altezza della Porta San Niccolò si può evitare la ripida salita e proseguire lungo l'Arno fino al Ponte Vecchio


 

La partenza dei percorsi è alla sede del Quartiere - Via delle Torri 23
telefono
055 2767108 
mail q4@comune.fi.it
                     

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