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Firenze
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La Valle dell'Inferno (Firenzuola) |
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Muniti della cartina Multigraphic (fogli 25/28) si inizia a camminare da Moscheta (posto tappa della GEA - Grande Escursione Appenninica - da non confondersi con l'omonima società di procuratori del calcio attualmente sotto inchiesta .. ehm ). E' impossibile sbagliare percorso se si evitano le deviazioni per Giogarello e il sentiero 741. Attenzione: dopo abbondanti piogge non si riesce ad attraversare il Rovigo a poche centinaia di metri dalle cascate (ma merita egualmente fare il percorso che costeggia il torrente !) |
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La
stagione si fa bella. Fra i "mezzi propri" con cui si effettua il trasferimento, oltre alle auto, cominciano a spuntare anche le due ruote (però al mattino presto fa ancora freddino - provare per credere...) |
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La gita inizia sotto un cielo nuvoloso poco promettente. Poi un gran vento ci accompagna per tutto la giornata. Piega le fronde e rumoreggia tra le cime dei castagni, ma non disturba il cammino e spazza via il cielo. Arriva il sereno. |
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Moscheta è anche il paradiso di chi ama andare a cavallo. In lontananza si nota l'imbocco della Valle dell'Inferno, una gola scavata dal torrente Veccione, coperta da bei boschi e solcata a mezza costa dal nostro sentiero, ben curato e con pochi saliscendi. |
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Nei tratti più esposti, specialmente all'inizio, il sentiero è ben protetto. |
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Raramente - come qui - la vegetazione ostruisce un pò il passaggio. Siamo alla Casa del Diavolo, come è giusto si chiamino i resti di una secolare abitazione nelle Valle dell'Inferno. |
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Da qui si gode un panorama stupendo. Abbiamo il tempo per riflettere sulla vita di infinite fatiche e lunghissimi silenzi di chi doveva abitarci fino a cinquanta sessanta anni fa. |
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Proseguire evitando la deviazione per Giogarello ( a meno che non si voglia andare a stupirsi con la vista di enormi e vecchissimi castagni, che producono abbondanti raccolte di marroni, buoni per fare delle caldarroste di gran qualità) |
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Giunti al torrente Rovigo, lo si risale su un sentiero quasi pianeggiante che corre sempre a pochi metri dall'acqua - acqua limpidissima che spumeggia e canta tra i massi di pietra serena. |
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Il ritorno è per la stessa via dell'andata. Si verifica un problema: la suola della scarpa di Roberta vorrebbe essere lasciata nella Valle dell'Inferno. Ma il guardaroba di Giancarlo è sempre ben fornito (avete bisogno di bastoncini, cappelli, magliette asciutte, coltellini, pile, sistemi antivipera ? chiamate Giancarlo ...) Ecco dunque a cosa serve un buon cordino. |
Di questa gita non si possono
dimenticare i giganteschi castagni.
Chissà quante generazioni di uomini hanno visto passare ai loro piedi !

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