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Firenze

7 Aprile 2002

anello di Villore

(ai confini della primavera)

 

Dopo qualche traversia per individuare il sentiero (per la cancellazione dei segnali da parte dei proprietari di alcune villette - si veda  a questo proposito la pagina con la cartina del percorso) si imbocca il segnavia CAI 20, risalendo lungo le curve di un torrentello che bagna Villore (mt. 366).

 

E' il momento delle primule, che si moltiplicano lungo i bordi del sentiero, per i pendii erbosi, sui muschi nei pressi del torrente.

E' il segnale del risveglio. 

Il sentiero diventa sempre più ripido e scala la groppa di un gran castagneto. Il sottobosco è curato per la raccolta dei marroni. Qualcuno, caduto a raccolta finita, ha spaccato la buccia e sta mettendo fuori una sorta di "piedino" (una radice) per ancorarsi al terreno e tentare di diventare un vero castagno.

Certo ce ne vuole di tempo per diventare grandi così. 

I segni della vecchiaia sono evidenti. Incutono rispetto e ammirazione. 

Un tempo non molto lontano accadeva anche per noi umani di avere rispetto e ammirazione per i vecchi.

Oggi è l'epoca dei girotondi. Per difendere l'informazione si fanno girotondi intorno alle sedi RAI, per difendere l'indipendenza della magistratura si fanno girotondi attorno ai palazzi di giustizia.

Un girotondo intorno al castagno secolare difende la natura e il lavoro dell'uomo.

Soprattutto ci rende allegri.

Correre tutti insieme nel girotondo - provare per credere - fa gioia.

Unisce, fa gruppo.

Nel bosco non incontriamo nessuno. Eppure ci sono tracce evidenti del passaggio dell'uomo: foglie secche appena incenerite da un piccolo fuoco recente, segnali di colore sulla corteccia di un castagno (il bianco/rosso della sentieristica CAI, il giallo dell'anello SOFT che in parte coincide col sentiero n° 20 e un azzurro misterioso, che comunque trasforma un pezzo di corteccia in un quadro astratto).

 

Appena giunti sul crinale (sentiero CAI 00) ci rifocilliamo.

La salita è terminata (circa 800 metri di dislivello).

Si può riprendere il cammino in fila indiana.

Sul sentiero 00, il crinale dell'Appennino, segnalato anche come GEA (Grande Escursione Appenninica). Siamo quasi a 1200 metri di quota. 

Individuato il punto che riprende a scendere, ritroviamo delle indicazioni ben fatte.

Il segnale per la bici da montagna ci interessa molto. 

A metà giugno alcuni di noi partiranno da Firenze in bici per giungere a Lido di Ravenna dopo aver scavalcato Monte Giovi e questo tratto di Appennino per boschi e mulattiere. 

In tutto 170 chilometri di strada e tanta tanta salita (che ora, scendendo a Villore, ci appare una comoda discesa). Per la fotostoria di quella gita in bici fare click qui.

Scendendo la temperatura si fa più mite e penetriamo sommessamente nella primavera. 

Alberi di ogni tipo fanno a gara per mostrarsi belli. 

I colori splendono nell'aria grigia di un giorno carico di nuvole basse e stanche.

E finalmente (la lunga discesa mette a dura prova l'impianto frenante dei quadricipiti, le dita dei piedi s'impuntano negli scarponi) ad una curva, appaiono le nostre auto (ecco l'unico momento in cui la macchina è veramente un mezzo desiderabile).

Sullo sfondo le case di Villore.

L'anello si chiude. Adesso può anche piovere.

E appena si mette in moto, comincia a piovere.

 

alla mappa del percorso

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Stefano Bugetti